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Bari

Streaming pirata, la Lega Serie A passa all’azione: 2mila richieste di risarcimento agli utenti

Annunciate lettere agli utilizzatori di piattaforme illegali. Coinvolti anche utenti pugliesi individuati dalla Guardia di Finanza

Calcio e Business, com'è cambiata la fruizione con le app mobile

Un pallone da calcio

BARI - La Lega Calcio Serie A apre una nuova fase nella lotta contro la pirateria audiovisiva e annuncia l’avvio di azioni risarcitorie dirette nei confronti degli utenti che hanno seguito partite attraverso piattaforme illegali. A renderlo noto è stato l’amministratore delegato Luigi De Siervo, in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore.

De Siervo ha spiegato che sono già in fase di invio oltre 2.000 lettere destinate a soggetti identificati come fruitori di servizi pirata. In ciascuna comunicazione viene richiesto il pagamento di 1.000 euro a titolo di risarcimento. Le persone coinvolte, ha precisato il dirigente, sono state individuate grazie alle attività investigative della Guardia di Finanza, che ha ricostruito l’utilizzo di piattaforme illegali per la visione degli eventi sportivi.

Secondo l’amministratore delegato della Lega Serie A, si tratta di un passaggio necessario per lanciare un messaggio chiaro: non esistono più spazi di tolleranza o zone grigie per chi viola le regole. La strategia, ha ricordato De Siervo, si inserisce in una battaglia di lunga data portata avanti dalla Lega contro la diffusione illegale dei contenuti calcistici.

In passato iniziative analoghe erano state adottate anche da DAZN, già protagonista di azioni mirate per contrastare lo streaming pirata e tutelare i propri diritti.

Tra i destinatari delle richieste di risarcimento della Lega Serie A potrebbero figurare anche utenti pugliesi. Nei mesi scorsi, infatti, la Guardia di Finanza aveva individuato utilizzatori di piattaforme illegali anche in Puglia, confermando come il fenomeno sia diffuso su tutto il territorio nazionale. L’iniziativa della Lega punta ora a colpire non solo chi gestisce i servizi pirata, ma anche chi ne usufruisce, con l’obiettivo di ridurre in modo concreto la pirateria nel calcio italiano.

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