SAVA - Sulla vicenda dei mancati riversamenti dei tributi comunali da parte del concessionario Cerin interviene con toni duri il capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale, Giulio Rossetti, che solleva interrogativi sulle responsabilità politiche e amministrative e respinge quella che definisce una lettura autocelebrativa degli eventi.
Secondo Rossetti, di fronte a ammanchi per centinaia di migliaia di euro, derivanti da somme versate dai cittadini al concessionario e non trasferite al Comune, la presentazione di una denuncia all’Autorità giudiziaria avrebbe dovuto rappresentare un atto dovuto, non un merito da rivendicare pubblicamente. Da qui la critica rivolta all’onorevole Dario Iaia, chiamato in causa per essersi, a suo giudizio, attribuito risultati che non gli competono.
Nel mirino finiscono anche le immagini e i toni utilizzati dal sindaco Antonio Pichierri insieme a Iaia, che, secondo il capogruppo Pd, rischiano di far apparire la sentenza di condanna di primo grado emessa nei confronti degli amministratori della Cerin come il frutto diretto dell’azione politica, anziché dell’attività investigativa e giudiziaria. Rossetti sottolinea come il risultato sia stato possibile grazie al lavoro della Guardia di Finanza della compagnia di Manduria e della magistratura, cui rivolge un ringraziamento esplicito.
Entrando nel merito dei fatti, Rossetti ricorda che le opposizioni non si sono mai opposte alla presentazione della denuncia contro Cerin. Al contrario, hanno più volte contestato all’allora sindaco Iaia la tardiva risoluzione del contratto, avvenuta il 4 dicembre 2015, nonostante già nei primi mesi del 2013 il responsabile dei tributi Aldo Marino avesse segnalato per iscritto gravi inadempienze, tra cui mancate rendicontazioni e riversamenti errati o parziali.
Le opposizioni, prosegue Rossetti, avevano chiesto l’istituzione di una commissione d’indagine interna per fare luce su numerosi aspetti rimasti senza risposta, compresa la mancata trasmissione ai consiglieri comunali di documenti ufficiali che evidenziavano le irregolarità del concessionario. Una proposta che, ricostruisce il capogruppo Pd, trovò la contrarietà dello stesso Iaia, impedendo di fatto un approfondimento tempestivo della vicenda.
Secondo Rossetti, se si fosse proceduto alla risoluzione contrattuale alle prime avvisaglie, i danni economici per il Comune sarebbero stati sensibilmente inferiori. La decisione di intervenire quando la situazione era ormai compromessa viene quindi definita assolutamente tardiva.
Infine, il capogruppo Pd chiama in causa anche l’attuale sindaco Pichierri, ricordando che all’epoca dei fatti ricopriva il ruolo di componente del Collegio dei Revisori dell’Ente tra il 2009 e il 2015. Prima di attribuire responsabilità alle precedenti amministrazioni di centrosinistra, afferma Rossetti, sarebbe opportuno chiarire quali azioni siano state intraprese allora per evitare i danni subiti dal Comune.
La conclusione è netta: più che rivendicare risultati altrui, sarebbe stata necessaria una vigilanza più rigorosa, che avrebbe potuto limitare in modo significativo le conseguenze economiche per l’ente.
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