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L'analisi

Mercosur e grande distribuzione, il prezzo nascosto della globalizzazione

Il ruolo della GDO tra geopolitica, cibo sudamericano ed effetti sull’economia reale

Agroalimentare

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BARI - In molti mi chiedono come mai la UE sia così attenta al Mercosur. Certamente la questione geopolitica gioca un ruolo di primo piano. Con uguale certezza la grande industria tedesca (ritenuta erroneamente locomotiva e non zavorra del resto d'Europa) spinge per aprire nuovi mercati promettenti in capo al mondo.

Ma per quel che riguarda il cibo sudamericano la Grande distribuzione europea non sta a guardare. I grandi commercianti che negli ultimi decenni del precedente secolo hanno fatto fortuna con il made in China ora vogliono replicare quella epopea di internazionalizzazione, questa volta con il Sud America; senza far caso al fatto che quella stagione oggi si è rivelata un suicidio prevedibile per tutto l’Occidente.

Ma loro se ne fregano di ogni considerazione: vogliono comperare a quattro centesimi e fare soldi a palate.

Una cellula o un grumo tumorale se non cresce ed è immobile può rimanere dov'è per sempre, ma se comincia a crescere e, ancora peggio, se lo fa rapidamente, va estirpato e gettato tra i rifiuti pericolosi. Allo stesso modo se una impresa cresce troppo come accaduto per quelle della GDO diviene pericolosa per tutta l'economia. La Grande distribuzione infatti non va per il sottile anche sulle qualità di quello che compera e vende. Basta che sia conforme alla legge e se quest' ultima viene ispirata dalla stessa Grande distribuzione, o qualcuno per essa, siamo a posto. Così siamo ad assistere a come anche le Istituzioni quando asseriscono che certe imprese sono “troppo grandi per fallire” sono infettate da quella cellula tumorale che è la Grande impresa e distribuzione e il cittadino -produttore o consumatore che sia- non può che raccomandarsi al suo Santo protettore.

Si apre così la questione della distribuzione. Ormai non c'è villaggio con qualche centinaio di abitanti che non abbia un supermercato di qualche grande distributore. Hanno occupato ogni angolo del globo ove esiste un possibile acquirente e quindi siamo alla maturità del settore. Cioè andiamo verso la stagione dei fallimenti che colpendo i Grandi diverranno un costo da addossare sul contribuente. Più presto falliscono più piccolo sarà il botto ma loro sapendo di non essere efficienti brigano per farsi sussidiare sostenendo che “grande è bello” ma anche con investimenti in pubblicità, sotterfugi e bustarelle ai comitati di affari. Quale migliore aiuto se non comperare carne e latte, frutta e ortaggi a prezzo risibile dall'altra parte del mondo? Chi altri potrà riempire una nave di prodotti alimentari se non loro? I piccoli negozi diverranno loro rivenditori e così si assicureranno ulteriori profitti e ci vorrà più tempo prima del loro fallimento.

Ma perché sono così inefficienti? Quando comperi una bistecca al supermercato stai pagando la bistecca ma anche il locale, la pubblicità, il personale, il trasporto, l’energia, l’imballo, la bustarella al politico, ecc. cioè i costi di una mega struttura aziendale per cui il costo della bistecca copre -al più- il 20 per cento di quello che costa a te. Il resto è un servizio che non ti serve ma devi pagare. Invece se comperi la stessa bistecca al macellaio di paese che compera gli animali dall'allevatore, il costo accessorio spesso è solo il trenta per cento o il cinquanta se si considerano le tasse e la burocrazia; e l’allevatore prende più soldi che non quando il prezzo gli viene imposto. Quindi la grande distribuzione è, come ogni grande impresa, inefficiente, costosa, una specie di iattura, un cataclisma per l'economia ed è "troppo grande per esistere". E questo anche se fosse statalizzata.

Ecco che la lotta al Mercosur è la lotta della persona di ogni categoria contro il mostro tecno-burocratico-politico-finanziario e sono i contadini ad essersene accorti per primi proprio perché depositari di secoli se non millenni di cultura che le grandi università non sanno neanche cosa sia.

La grande impresa come il grande stato vive una propria logica distaccata dalla realtà quotidiana esattamente come le metastasi ed esattamente come queste si autodetermina a spese di tutto quello con cui viene a contatto. Ai sudamericani sarà imposto un prezzo basso compatibile con i costi di trasporto e con i profitti ritenuti “necessari” e attesi dal distributore internazionale, mentre ai consumatori non solo si rifilerà merce di infimo valore ma non si concederà alcuna riduzione di prezzi. Senza voler parlare dei costi ambientali di questa operazione che crescono in maniera crescente al crescere del volume di merce trattata.. Guadagnerà solo la Grande Distribuzione, forse. Un disastro.

Il futuro, se ci sarà, si giocherà sul campo della lotta alla grande dimensione che schiavizza e inebetisce l'uomo senza portare efficienza anche quando ci fanno sembrare che così sia.

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