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Lecce

Stalking a un sacerdote, imputata una 52enne: processo con rito abbreviato

Il gup accoglie la richiesta della difesa. L’uomo si costituisce parte civile. Contestate condotte ossessive protratte dal 2022 nonostante un ammonimento del Questore

Un sacerdote - foto con Ai

Un sacerdote - foto con Ai

LECCE - Una donna di 52 anni sarà giudicata con rito abbreviato condizionato al suo esame nel procedimento penale che la vede imputata per atti persecutori ai danni di un sacerdote. La decisione è stata assunta dal gup del Tribunale di Lecce Angelo Zizzari, che ha accolto l’istanza presentata dalla difesa.

Il sacerdote ha annunciato la costituzione di parte civile. Il processo si celebrerà nel mese di marzo.

Secondo l’accusa, le condotte contestate sarebbero iniziate nel 2022 e si sarebbero protratte per circa 2 anni in un centro del territorio compreso tra Casarano e Gallipoli. La donna avrebbe messo in atto comportamenti ripetuti e invasivi, presentandosi con assiduità alle funzioni religiose e cercando un contatto costante con il parroco.

Nel corso del tempo, le azioni sarebbero diventate sempre più pressanti. Tra gli episodi riportati figura un fatto risalente a dicembre 2024, quando la donna avrebbe seguito il sacerdote mentre si recava a cena da un amico, tentando di investirlo con l’auto. Una situazione che avrebbe spinto la presunta vittima a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita, limitando gli spostamenti e ricorrendo all’accompagnamento di persone fidate per timore di essere seguita.

Nel marzo scorso era stato adottato nei confronti della 52enne un provvedimento di ammonimento da parte del Questore di Lecce. Nonostante ciò, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i comportamenti molesti non si sarebbero interrotti. La donna avrebbe continuato a pedinare il sacerdote, raggiungendolo anche in luoghi pubblici, come un parco da lui frequentato nel tempo libero.

A maggio, infine, la 52enne si sarebbe presentata presso la sede di un’associazione di volontariato in una marina dove si trovava il sacerdote, rivolgendogli insulti e accuse ritenute offensive e inappropriate per il ruolo ricoperto dall’uomo. Fatti che hanno consolidato il quadro accusatorio e portato all’attuale fase processuale.

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