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L'intervento

“Sanità in Puglia, prima delle decisioni servono medici e territori”

Il sindacato dei medici ospedalieri Ussmo apprezza le intenzioni del nuovo presidente della Regione, ma avverte: senza il confronto con chi lavora negli ospedali, le misure su liste d’attesa e pronto soccorso rischiano di essere inefficaci

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Medici - archivio

BARI - Apprezzamento per la volontà di intervenire, ma anche un richiamo netto alla necessità di ascoltare chi la sanità la vive ogni giorno. È il senso della posizione espressa dal Ussmo Puglia (Universo Sanità Sindacato Medici Ospedalieri), attraverso il segretario regionale Franco Lavalle, dopo le prime indicazioni annunciate dal neo presidente della Regione Puglia Antonio Decaro sulle criticità del sistema sanitario.

Secondo Ussmo, l’intenzione di affrontare nodi storici come liste di attesa fuori controllo, difficoltà dei pronto soccorso e carenze strutturali è un segnale positivo, ma le decisioni non possono prescindere da un’analisi approfondita delle cause che hanno prodotto l’attuale precarietà. Dopo il confronto con i vertici della struttura sanitaria regionale e l’esame dei dati, viene sottolineato, è indispensabile coinvolgere chi opera quotidianamente nei reparti e nei servizi.

Il sindacato mette in guardia dall’idea che problemi complessi possano essere risolti con interventi rapidi o soluzioni apparentemente semplici. L’ipotesi di estendere l’orario degli ambulatori fino alle 23.00 viene indicata come esempio di misura che, da sola, non sarebbe in grado di incidere realmente sulle liste di attesa, altrimenti il problema sarebbe stato già superato da tempo.

Al centro della riflessione posta da USSMO c’è una scelta di fondo sul ruolo degli ospedali. Da un lato, la necessità di mantenere la loro funzione primaria nella gestione delle patologie acute; dall’altro, il rischio di spostare sempre più medici verso attività ambulatoriali, finendo per supplire a una medicina territoriale giudicata di fatto insufficiente. Una prospettiva che solleva anche interrogativi sulla sicurezza delle cure, considerando i carichi di lavoro e il rispetto dei tempi di riposo previsti dalle normative.

Il segretario regionale evidenzia come la carenza di personale rappresenti uno dei limiti più gravi del sistema, imponendo scelte chiare sulle priorità. Governare l’emergenza nei pronto soccorso e nei reparti o rispondere alle prestazioni ambulatoriali, entrambe importanti, ma non sullo stesso piano quando sono in gioco situazioni acute. In un contesto segnato da mancanza di operatori, posti letto, strutture e apparecchiature, la “coperta corta” rende ogni decisione particolarmente delicata.

USSMO riconosce che il nuovo presidente si è insediato in una fase estremamente complessa, aggravata dall’aumento degli accessi ai pronto soccorso legati all’influenza, dalla riduzione dei posti letto disponibili e dalle persistenti difficoltà negli organici. Proprio per questo, il sindacato ribadisce la disponibilità dei medici a collaborare, a condizione che vengano ascoltati e coinvolti nella costruzione delle strategie.

Secondo l’organizzazione, avviare un percorso senza il contributo degli attori chiamati a realizzarlo rischia di produrre risultati inferiori alle attese. Da qui l’appello finale al presidente De Caro: prima di assumere decisioni, ascoltare ordini professionali e sindacati, perché dal confronto diretto possono emergere soluzioni più efficaci e realmente orientate all’interesse delle persone.

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