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L’Italia ottiene tutele per l’agricoltura: soglia di salvaguardia al 5% e meno costi per le imprese

Il ministro Lollobrigida rivendica il ruolo italiano nelle trattative europee e parla di un accordo migliorato, con maggiori garanzie per agricoltori, sicurezza alimentare e competitività

Francesco Lollobrigida

Francesco Lollobrigida

ROMA - L’accordo tra Unione europea e Mercosur entra in una nuova fase e, secondo il Governo, presenta ora strumenti di tutela più efficaci per l’agricoltura italiana ed europea. A fare il punto è il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che in una nota ufficiale rivendica i risultati ottenuti dall’Italia nel corso di mesi di confronto negoziale.

Per Lollobrigida, il lavoro portato avanti dal Governo ha avuto un obiettivo chiaro. “In questi lunghi mesi di trattative l’Italia ha riportato l’agricoltura e gli agricoltori al centro del dibattito, in Italia e in Europa”, afferma il ministro, sottolineando come oggi vengano riconosciuti “custodi del territorio e dell’ambiente, garanti della sovranità e della sicurezza alimentare”.

Il titolare del dicastero agricolo collega il negoziato sul Mercosur a un quadro più ampio di politiche europee. “Grazie al nostro impegno abbiamo raggiunto un risultato storico sulla Politica agricola comune, aumentando le risorse e cancellando l’ipotesi di un taglio del 23% avanzata inizialmente dalla Commissione europea”, spiega. Una scelta che, secondo Lollobrigida, consente agli agricoltori “di guardare al futuro con maggiore fiducia, potendo contare sul giusto sostegno dell’Europa e su un Governo che ha stanziato più risorse di tutti quelli che lo hanno preceduto nella storia repubblicana”.

Entrando nel merito dell’intesa commerciale, il ministro chiarisce che l’Italia non ha mai messo in discussione l’utilità dell’accordo in sé, ma ne ha chiesto una revisione sostanziale. “Abbiamo migliorato un accordo che presentava indubbi vantaggi per il sistema industriale e agricolo, ma che per alcuni settori era critico”, afferma. Oggi, prosegue, “l’intesa può diventare un’occasione di sviluppo e crescita, perché contiene meccanismi di protezione e di reciprocità che riteniamo adeguati e sui quali vigileremo con attenzione”.

Un passaggio decisivo è arrivato con il mandato conferito dal Coreper alla Commissione europea per procedere verso la firma del trattato. In questa fase, Lollobrigida sottolinea il ruolo della diplomazia italiana. “Ringrazio l’ambasciatore Vincenzo Celeste per aver ribadito con forza la posizione del nostro Governo”, dichiara, ricordando che il confronto ha portato “all’abbassamento della soglia del meccanismo di salvaguardia dall’8% al 5% e al rafforzamento dei controlli sulle merci in ingresso nell’Unione europea”.

Secondo il ministro, si tratta di strumenti concreti. “Gli agricoltori avranno un meccanismo di protezione più efficace in caso di perturbazioni dei prezzi e potranno contare su un’applicazione reale del principio di reciprocità”, spiega, ribadendo che questo principio deve valere “per tutti gli scambi commerciali con Paesi terzi, non solo per il Mercosur”.

Lollobrigida insiste su un punto chiave. “Abbiamo chiesto e ottenuto regole chiare: i prodotti che entrano nell’Unione europea non possono contenere residui di sostanze vietate ai nostri agricoltori”, afferma, definendo la parità di condizioni “la base della competitività delle imprese europee”.

Nel pacchetto di garanzie rientrano anche le misure economiche. Il ministro ricorda “il fondo da 6,3 miliardi di euro per fronteggiare eventuali perturbazioni di mercato” e sottolinea che “l’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo sui fertilizzanti, previsti dal regolamento CBAM, mette le imprese agricole nelle condizioni di produrre a costi più sostenibili”.

La conclusione è netta. “L’Italia è dalla parte degli agricoltori e continuerà a lavorare perché il nostro sistema resti forte e florido, garantendo ai cittadini italiani ed europei la possibilità di scegliere cibo di qualità”, conclude Lollobrigida, ribadendo l’impegno del Governo nel vigilare sull’attuazione dell’accordo e sulle sue ricadute concrete.

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