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Giochi del Mediterraneo 2026
09 Gennaio 2026 - 08:03
Massimo Ferrarese
TARANTO - L’attesa cresce e con essa il carico di aspettative che accompagna uno degli appuntamenti più importanti della storia recente della città. I Giochi del Mediterraneo non vengono raccontati come un semplice evento sportivo, ma come un passaggio cruciale, capace di segnare un prima e un dopo. A ribadirlo è Massimo Ferrarese, commissario straordinario per i Giochi, che invita a leggere questa scadenza non come un traguardo, ma come l’inizio di un percorso di riscatto.
Ferrarese utilizza parole che restituiscono il peso della storia di Taranto e, allo stesso tempo, la speranza di una ripartenza. I Giochi, sottolinea, rappresentano una grande opportunità per l’intero territorio, ma soprattutto una risposta necessaria a una città che “ha dato tanto e ha pagato un prezzo altissimo, come nessun’altra in Italia”. Un prezzo che non viene dimenticato, ma che diventa il punto da cui ripartire.
L’immagine scelta è quella di una cura forte, indispensabile per rimettere in moto un organismo provato. Una cura che però, avverte il commissario, non può funzionare senza una responsabilità condivisa. “Ora serve una grande azione coraggiosa”, afferma Ferrarese, richiamando all’impegno la comunità, le imprese, le istituzioni locali, lo Stato e l’Europa. Un’alleanza ampia, capace di superare divisioni e ritardi, per trasformare l’occasione in un progetto duraturo.
I Giochi lasceranno segni concreti. Infrastrutture, impianti, competenze, un patrimonio materiale e umano destinato a restare oltre l’evento. Ma, secondo Ferrarese, l’eredità più importante sarà anche simbolica. La manifestazione accenderà un faro su Taranto, portandola al centro dell’attenzione nazionale e internazionale, consentendo di raccontarla e farla conoscere per ciò che è davvero, oltre gli stereotipi.
È qui che si gioca la partita decisiva. “Sta a tutti noi trasformare questa luce in lavoro, sviluppo e futuro”, è il passaggio chiave del messaggio del commissario. Il clima che accompagna l’avvicinamento ai Giochi è quello di un’attesa carica di responsabilità, in cui l’entusiasmo si intreccia con la consapevolezza che nulla è automatico.
Ferrarese chiude con un invito che suona come una sfida collettiva: Taranto può farcela, ma solo a una condizione, che questo appuntamento non resti isolato e celebrativo. I Giochi del Mediterraneo sono l’inizio di un cammino. La direzione dipenderà dalla capacità della città e delle istituzioni di camminare insieme, oltre l’evento, verso un futuro finalmente diverso.
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