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Bari
08 Gennaio 2026 - 11:44
Coldiretti a Bruxelles - archivio
BARI - Contrarietà netta alla firma dell’accordo Mercosur in assenza di regole uguali per tutti. È la posizione ribadita da Coldiretti e Filiera Italia, che tornano a chiedere il rispetto del principio di reciprocità negli scambi commerciali, a tutela degli agricoltori europei e della salute dei consumatori.
Secondo le due organizzazioni, qualsiasi intesa commerciale deve imporre agli esportatori verso l’Europa le stesse regole vigenti per chi produce all’interno dell’Unione, con il divieto assoluto di ingresso per alimenti ottenuti attraverso sostanze o tecniche produttive bandite da anni nei campi e negli allevamenti europei. Un criterio che, sottolineano, dovrebbe valere per ogni prodotto agricolo e agroalimentare.
Nel mirino finisce l’accordo Mercosur, definito un vantaggio per i grandi gruppi industriali multinazionali stranieri, favorito dalle scelte della presidente Ursula von der Leyen e dei vertici tecnici di Bruxelles. In particolare, Coldiretti e Filiera Italia puntano il dito contro il settore chimico europeo, citando aziende come Bayer e BASF, che potrebbero esportare più facilmente fitofarmaci vietati nell’Unione europea, con il rischio che tali sostanze rientrino indirettamente nel mercato comunitario attraverso le importazioni agevolate.
Le organizzazioni giudicano insufficiente la proposta avanzata dalla Commissione europea di incrementare i controlli alle frontiere. Attualmente, ricordano, le verifiche riguardano in media circa il 3% delle merci in ingresso e l’aumento del 33% prospettato porterebbe la quota a circa il 4%, un livello ritenuto inadeguato per garantire sicurezza alimentare e rispetto delle regole imposte agli agricoltori europei.
Da qui la richiesta al Governo italiano di prevedere controlli al 100% per gli alimenti provenienti dal Mercosur e dalle aree considerate a rischio, come misura immediata per assicurare la tutela della salute pubblica e condizioni di concorrenza eque. In questo quadro viene rilanciata anche la candidatura di Roma a sede dell’Autorità doganale europea, sottolineando come l’Italia vanti il primato europeo per sicurezza alimentare.
Altro punto centrale è quello della trasparenza. Coldiretti e Filiera Italia chiedono l’obbligo di etichettatura chiara del Paese di origine su tutti i prodotti alimentari, per consentire ai cittadini scelte consapevoli e una reale difesa del Made in Italy. Contestata inoltre la regola dell’origine basata sull’ultima trasformazione, prevista dall’attuale codice doganale, che permette di qualificare come italiani prodotti che non lo sono, alterando la concorrenza e generando confusione tra i consumatori.
Le due organizzazioni annunciano che la mobilitazione proseguirà. Coldiretti, insieme ai propri soci e alle tradizionali bandiere gialle, continuerà le azioni di presidio e protesta in porti, frontiere e valichi, come già avvenuto in passato contro l’ingresso di carne, prosciutti e ortofrutta al Brennero, del pomodoro cinese a Salerno, dell’olio a Civitavecchia e del grano a Manfredonia. L’obiettivo dichiarato resta uno solo: difendere le filiere agricole italiane ed europee e garantire sicurezza e qualità sulle tavole dei cittadini.
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