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Il caso
07 Gennaio 2026 - 10:59
Ferie e stipendi ridotti, lo SNAP diffida il Capo della Polizia
BARI - Una formale diffida e messa in mora è stata annunciata dallo SNAP (il Sindacato nazionale degli Appartenenti alla Polizia) nei confronti del Capo della Polizia, il prefetto Vittorio Pisani, per contestare una prassi amministrativa ritenuta penalizzante per migliaia di agenti impegnati quotidianamente nei servizi di controllo del territorio.
Al centro della contestazione c’è il meccanismo di calcolo della cosiddetta retribuzione feriale. Secondo quanto denunciato dal sindacato, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza continua a escludere dalla busta paga durante il periodo di ferie alcune voci accessorie considerate essenziali, come l’indennità di turno, quella per il servizio esterno e le indennità di specialità. Una modalità che si traduce, nei fatti, in stipendi sensibilmente più bassi per i poliziotti che svolgono attività operative su turni, come quelli impiegati nelle Volanti o nei Reparti Prevenzione Crimine.
Per la Segreteria nazionale dello SNAP, si tratta di una situazione non più tollerabile. Il diritto al riposo, viene sottolineato, non può trasformarsi in una penalizzazione economica, né può produrre un effetto dissuasivo che scoraggia il personale dal fruire delle ferie maturate. Un principio che, secondo il sindacato, è già stato censurato anche in ambito europeo.
L’iniziativa dello SNAP trova fondamento in recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione. Le sentenze 13042 e 17443 del 2025 hanno infatti stabilito che la retribuzione durante il periodo di ferie deve comprendere tutte le componenti legate allo status professionale e alle mansioni ordinarie, incluse quelle derivanti dalla turnazione. La Suprema Corte ha chiarito che le disposizioni contrattuali che limitano la paga feriale alle sole voci fisse sono da ritenersi illegittime e quindi da disapplicare.
Alla luce di questi orientamenti giurisprudenziali, lo SNAP chiede un intervento immediato dell’Amministrazione. In particolare, con l’atto di diffida firmato dal segretario generale, il sindacato sollecita l’aggiornamento dei criteri di calcolo del sistema CENAPS, il rimborso degli arretrati maturati negli ultimi 5 anni per tutto il personale turnista e l’apertura di un tavolo tecnico per sanare quella che viene definita una violazione degli obblighi comunitari.
Il sindacato avverte che, in assenza di risposte concrete entro 30 giorni, è pronta l’attivazione di un ricorso collettivo davanti ai tribunali amministrativi. Una iniziativa che, secondo lo SNAP, sarebbe senza precedenti e finalizzata a impedire che esigenze di bilancio vengano soddisfatte a discapito dei diritti soggettivi delle donne e degli uomini in divisa.
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