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Taranto

Emergenza-urgenza, Ugl Salute: sistema frammentato e risposte insufficienti

Il sindacato chiede l’internalizzazione del 118 e una riforma strutturale nel territorio jonico

Errica Telmo (Ugl)

Errica Telmo

TARANTO - Il sistema di emergenza sanitaria nella provincia di Taranto continua a mostrare criticità strutturali che, secondo il sindacato, compromettono la qualità e la tempestività delle risposte ai cittadini. A tornare a denunciare la situazione è UGL Salute, attraverso le parole della segretaria provinciale Errica Telmo, che parla di un assetto organizzativo disarticolato e disomogeneo, incapace di garantire standard adeguati di emergenza-urgenza.

Nel mirino finiscono le modalità con cui, secondo il sindacato, vengono impiegati gli OTS da parte della ASL Taranto. Un utilizzo ritenuto non coerente con il ruolo originario di queste figure, che avrebbe favorito nel tempo un meccanismo distorto, con un crescente coinvolgimento di soggetti privati e un progressivo indebolimento del servizio pubblico.

In questo quadro, per l’UGL Salute la gestione privatizzata del servizio 118 rappresenta un modello ormai superato. Un presidio essenziale come l’emergenza sanitaria, sottolinea Telmo, non può essere affidato a logiche estranee al Servizio sanitario nazionale, soprattutto in un territorio complesso come quello jonico.

Il sindacato chiede quindi l’avvio di un percorso di internalizzazione dell’emergenza-urgenza, fondato su un piano organico che restituisca centralità al settore pubblico. Secondo l’UGL Salute, la gestione privata ha spesso determinato condizioni di lavoro instabili per gli operatori del soccorso, senza assicurare una formazione uniforme e un reale riconoscimento professionale. L’esperienza maturata sul campo, se non accompagnata da un inquadramento sanitario e professionale adeguato, non sarebbe sufficiente a garantire la qualità richiesta da interventi sempre più complessi.

Tra le richieste centrali figura anche l’istituzione di una specifica figura sanitaria dedicata all’emergenza territoriale, già presente in numerose regioni italiane in coerenza con le indicazioni europee. La pandemia, ricorda il sindacato, ha ulteriormente messo a nudo la fragilità del sistema locale, evidenziando carenze che oggi non possono più essere rinviate.

Per Telmo, il territorio jonico non può permettersi ulteriori ritardi. Serve una svolta strategica che rimetta al centro sia i cittadini sia i lavoratori della sanità, assicurando dignità, sicurezza e valorizzazione delle competenze.

Da qui l’appello rivolto alle istituzioni regionali e locali, affinché Taranto non venga più trattata come un’area marginale. L’UGL Salute chiede di superare contrapposizioni e polemiche per costruire un servizio sanitario pubblico efficiente, moderno e realmente vicino ai bisogni della popolazione.

I lavoratori, conclude Telmo, sono pronti a fare la propria parte, ma attendono certezze, tutele e una visione chiara. La sanità tarantina attraversa una fase di forte difficoltà, ma per il sindacato esistono ancora margini per invertire la rotta, a patto che vi sia volontà politica e capacità di intervenire subito.

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