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Il fatto

Epifania fiacca per gli agriturismi pugliesi, presenze in calo del 30%

Maltempo e festività infrasettimanale frenano partenze e gite. Si punta su cibo, tradizioni e qualità dell’offerta rurale

Agriturismo - archivio

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BARI - L’Epifania segna una battuta d’arresto per il turismo rurale in Puglia. Negli agriturismi regionali si stima un calo di circa il 30% degli ospiti rispetto allo scorso anno, complice una combinazione di fattori che ha inciso soprattutto sui soggiorni brevi. Il maltempo e la collocazione infrasettimanale della festività hanno scoraggiato le partenze, riducendo anche il numero delle tradizionali gite fuori porta dopo il lungo periodo delle vacanze natalizie.

Il dato emerge da una stima di Coldiretti Puglia, elaborata sulla base delle rilevazioni di Terranostra Campagna Amica. Un quadro che fotografa una flessione delle presenze ma che, allo stesso tempo, rilancia il valore strategico dell’agriturismo pugliese, legato al buon cibo, alla salute e alle tradizioni locali.

Durante le festività, viene evidenziato, oltre un terzo della spesa media dei pugliesi è stato destinato all’alimentazione, comprendendo i pasti consumati in ristoranti, pizzerie, trattorie e agriturismi, ma anche l’acquisto di cibo di strada e specialità tipiche nei mercati, nelle feste e nelle sagre. Prodotti che spesso vengono portati a casa come ricordo del territorio. Il cibo si conferma così la principale voce del budget turistico, grazie al valore storico e culturale dell’enogastronomia pugliese, considerata una leva centrale anche per lo sviluppo economico e occupazionale.

Nelle strutture agrituristiche, anche a gennaio 2026, la tradizione della Befana parla sempre più il linguaggio della naturalità e della filiera locale. Sulle tavole prevalgono dolci realizzati con ingredienti del territorio, a discapito dei prodotti industriali ultra trasformati, il cui consumo prolungato è associato a effetti negativi sulla salute. Biscotti artigianali, preparazioni casalinghe con farine locali, miele, olio extravergine di oliva e confetture trovano spazio accanto alla frutta secca, valorizzata anche dall’obbligo di indicazione dell’origine in etichetta entrato in vigore dal 1 gennaio 2025, misura che rafforza la trasparenza e orienta scelte alimentari più consapevoli.

Nel tempo, gli oltre 950 agriturismi attivi in Puglia hanno ampliato in modo significativo la propria offerta. Accanto all’ospitalità e alla ristorazione, si sono sviluppate attività sportive, percorsi naturalistici e iniziative culturali, dall’equitazione al trekking, dagli itinerari archeologici ai corsi di cucina, fino a esperienze sensoriali e proposte dedicate al benessere.

A favorire questa evoluzione è anche il cambiamento nelle abitudini dei viaggiatori. Il ritorno a un rapporto diretto con la natura e la ricerca di contesti meno frenetici continuano ad attrarre soprattutto le nuove generazioni. Sempre più gruppi di giovani scelgono l’agriturismo come formula di soggiorno, spingendo le aziende ad adeguare i servizi a esigenze di convivialità, autenticità e qualità dell’esperienza.

Secondo Coldiretti Puglia, la salvaguardia delle tradizioni enogastronomiche locali resta l’aspetto più apprezzato dagli ospiti, che negli agriturismi trovano l’occasione di riscoprire sapori autentici, legati alle produzioni familiari e alla storia dei territori. Parallelamente cresce l’offerta di servizi innovativi nelle aree rurali, mentre resta elevata la tendenza alle prenotazioni last minute.

Per orientarsi nella scelta delle strutture, l’organizzazione agricola consiglia di rivolgersi ad aziende accreditate, utilizzando piattaforme dedicate come campagnamica.it e affidandosi anche al passaparola, che nel turismo in campagna continua a rappresentare uno strumento considerato affidabile.

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