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Taranto
02 Gennaio 2026 - 08:34
L'ex Ilva
TARANTO - Si fa sempre più teso il confronto sindacale sul futuro dell’ex Ilva di Taranto. A intervenire è la Usb, che attraverso una nota firmata da Francesco Rizzo, componente dell’Esecutivo confederale, manifesta forti preoccupazioni sull’interesse di soggetti privati nella gestione del gruppo siderurgico.
Secondo la Usb, il contesto attuale rende ancora più delicata qualsiasi ipotesi di affidamento a operatori privati, dal momento che i gruppi che hanno manifestato interesse sono riconducibili a fondi di natura speculativa. Una circostanza che, per il sindacato, accresce i timori sul destino industriale e occupazionale del sito tarantino. In questo quadro viene citata anche la Flacks, con la quale i commissari di Acciaierie d’Italia e di Ilva in Amministrazione Straordinaria stanno portando avanti un negoziato in esclusiva.
La posizione della Usb è netta: la cordata chiamata a gestire lo stabilimento, se non interamente pubblica, deve prevedere quantomeno una maggioranza dello Stato. Una scelta ritenuta indispensabile alla luce della portata della vertenza ex Ilva e degli errori commessi in passato, che non possono, secondo il sindacato, continuare a ricadere sulle spalle dei lavoratori.
Per la Usb, una presenza pubblica forte servirebbe a chiamare la politica alle proprie responsabilità, evitando che le conseguenze delle scelte sbagliate vengano scaricate su chi lavora. Da qui la richiesta di uno Stato garante in un processo di transizione ecologica considerato necessario, ma che deve procedere insieme alla tutela dell’occupazione.
Il sindacato sottolinea come debbano essere salvaguardati tutti i posti di lavoro, sia quelli diretti di Ilva in Amministrazione Straordinaria e dell’indotto in appalto, sia quelli collegati ad attività strettamente connesse, come nel caso della Sanac.
Nel documento viene inoltre ribadita la necessità di affrontare in modo definitivo il tema di un pacchetto di misure straordinarie a favore dei lavoratori, che comprenda l’incentivo all’esodo, il riconoscimento dell’esposizione all’amianto e l’inquadramento della siderurgia tra le attività usuranti. Una serie di interventi che, per la Usb, non possono più essere rinviati se si vuole affrontare con serietà il futuro dell’ex Ilva e della città di Taranto.
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