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Taranto
01 Dicembre 2025 - 20:31
Aula di tribunale
TARANTO – La Corte d’Appello di Lecce ha confermato la condanna civile nei confronti di Fabio Arturo Riva ed Luigi Capogrosso, ritenuti responsabili dei danni provocati dall’inquinamento prodotto dallo stabilimento siderurgico ex Ilva. La decisione, comunicata oggi, impone ai due imputati il pagamento di una serie di risarcimenti in favore del Comune di Taranto e delle società partecipate Amat-Kyma Mobilità e Amiu-Kyma Ambiente.
La sentenza stabilisce che Riva e Capogrosso dovranno versare in solido al Comune 18 milioni di euro per il danno non patrimoniale arrecato all’immagine della città, alla sua reputazione e alla sua identità storica e culturale. Si tratta della componente principale del risarcimento, che la Corte ha ritenuto di particolare rilievo alla luce dell’impatto ambientale riconducibile all’impianto.
Contestualmente, l’amministrazione comunale ottiene ulteriori somme per diversi danni materiali riscontrati sul proprio patrimonio. Sono stati riconosciuti 2.429.712 euro per il deterioramento degli immobili comunali situati in Città Vecchia e Paolo VI, 23.092,47 euro per i lavori straordinari eseguiti sulle coperture della scuola Gabelli nel rione Tamburi e 497.164,63 euro per il danneggiamento delle strutture scolastiche presenti negli stessi quartieri. La Corte ha inoltre disposto il pagamento di 141.750 euro per gli interventi straordinari effettuati al cimitero di San Brunone, necessari alla pulizia dei pozzetti, delle tubazioni e alla realizzazione di un nuovo impianto di raccolta e drenaggio delle acque meteoriche.
Risarcimenti anche alle aziende partecipate. All’Amat-Kyma Mobilità sono stati riconosciuti 162.385,46 euro, somma legata ai maggiori costi sostenuti per la manutenzione e la sostituzione dei materiali dei bus urbani. L’Amiu-Kyma Ambiente ottiene tre distinti indennizzi: 84.491,33 euro per l’aumento delle spese di spazzamento e lavaggio stradale nei quartieri Tamburi e Città Vecchia, 25.771,18 euro per l’intensificazione delle operazioni di lavaggio e 6.980,04 euro per la fornitura di tute integrali ai lavoratori.
La Corte ha inoltre condannato Riva e Capogrosso al pagamento delle spese processuali, quantificate in 116.268 euro. Nel dispositivo sono richiamate anche le transazioni già concluse da Ilva spa e Partecipazioni Industriali spa, coinvolte nel procedimento come condebitrici.
Con questa decisione, i giudici d’appello hanno accolto le richieste del Comune e delle partecipate, che avevano impugnato la precedente sentenza del luglio 2022, quando in primo grado erano stati riconosciuti 12 milioni di euro. La nuova quantificazione porta quindi a un incremento rilevante dell’indennizzo complessivo legato agli effetti dell’inquinamento sul territorio tarantino.
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