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12 Agosto 2025 - 11:50
Il caso ex Ilva in Piemonte
Riceviamo e pubblichiamo questo articolo a firma del collega giornalista piemontese Vito Piepoli, dedicato alla vertenza dell’ex Ilva che, oltre allo stabilimento di Taranto, coinvolge anche importanti impianti produttivi piemontesi.
TORINO - Sul futuro degli impianti piemontesi di Acciaierie d’Italia, il Piemonte parla con una sola voce.
La Regione, insieme ai sindaci dei territori coinvolti, ai rappresentanti sindacali e alle RSU, ha inviato ad Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, impegnato in un nuovo tavolo nazionale sul futuro dell’ex Ilva, un documento unitario che sintetizza le priorità e le richieste condivise nell’ambito del tavolo regionale dedicato alla vertenza per il futuro del polo siderurgico.
Il testo, frutto dell’incontro del 4 agosto a Novi Ligure, ribadisce la strategicità degli stabilimenti di Racconigi, Novi Ligure e Sanac di Gattinara per l’economia piemontese e nazionale.
Pertanto chiede al Governo di garantire il mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali, accompagnato da investimenti per la sostenibilità e l’ammodernamento degli impianti. La Regione Piemonte, apprezzando l’attenzione già dimostrata dal Governo verso la vertenza, ha voluto dare così segnale concreto di sensibilità istituzionale su un tema di cruciale importanza per il territorio.
Nel documento si sottolinea come il comparto siderurgico non sia un’azienda qualsiasi, ma un asset strategico per l’interesse nazionale, il cui destino è strettamente legato alle scelte che verranno prese a livello centrale, in particolare su Taranto.
Per questo, il Piemonte intende continuare a muoversi con una visione unitaria e sistemica, valutando ogni intervento in base alle sue ricadute sull’intero sistema produttivo e occupazionale della Nazione.
Viene inoltre ribadita l’apertura a nuovi investimenti produttivi, compresi quelli destinati alla decarbonizzazione degli impianti, a condizione che rientrino nella strategia complessiva di ex Ilva e salvaguardino i livelli occupazionali piemontesi.
Centrale rimane quindi la tutela del lavoro.
Qualsiasi proposta industriale dovrà garantire, in tempi certi, la continuità occupazionale, evitando la perdita di competenze preziose.
“Questa vertenza si gioca sul piano nazionale, ma il Piemonte non sta a guardare” – hanno dichiarato il presidente della Regione Alberto Cirio, il vicepresidente e assessore al Lavoro Elena Chiorino e l’assessore alla Logistica Enrico Bussalino – “Con questo documento unitario mandiamo un messaggio chiaro: difendere gli impianti del nostro territorio significa difendere un patrimonio industriale e occupazionale strategico per tutta l’Italia”.
“Lavoratori, istituzioni e sindacati sono dalla stessa parte – hanno concluso Cirio, Chiorino e Bussalino – Abbiamo voluto ribadirlo al Governo, che sta mostrando grande impegno nella risoluzione di una situazione difficile. Noi, come Regione Piemonte, siamo pronti a fare la nostra parte con politiche attive e formazione per accompagnare la transizione industriale senza perdere posti di lavoro”.
La Regione Piemonte e le istituzioni locali hanno confermato così piena disponibilità a collaborare con il Governo per mantenere sul territorio nazionale e regionale questa realtà strategica, salvaguardando l’occupazione diretta, l’indotto e la logistica connessa agli impianti ex Ilva.
Vito Piepoli
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