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Bari
24 Gennaio 2025 - 15:18
Avvocati
BARI - La Corte d'Appello di Bari ha stabilito che non vi sono elementi per procedere contro Francesco Bellomo, ex consigliere di Stato barese, decretando il non luogo a procedere perché "il fatto non sussiste". Bellomo era accusato di violenza privata nei confronti di una ex studentessa della scuola "Diritto e Scienza", di cui è direttore scientifico.
Secondo le accuse, l'ex magistrato avrebbe costretto la giovane a lasciare il lavoro come "valletta" in una trasmissione televisiva sportiva, condizionandola a proseguire il percorso di studi presso il suo istituto.
La vicenda si inserisce nel quadro dei procedimenti giudiziari che, negli anni, hanno coinvolto Bellomo per presunte imposizioni sulle borsiste della scuola, tra cui regole di abbigliamento e comportamenti considerati troppo restrittivi.
In particolare, nel settembre 2020, il gup di Bari aveva già escluso l’accusa di estorsione, riqualificando l’episodio come violenza privata. Tuttavia, in quella fase il reato risultò prescritto. Entrambe le parti avevano impugnato la sentenza: la Procura di Bari aveva insistito sulla più grave ipotesi di estorsione, mentre la difesa di Bellomo, rappresentata dall'avvocato Cataldo Intrieri, chiedeva un’assoluzione piena, contestando l’esistenza stessa del reato.
Con il recente pronunciamento, i giudici hanno respinto il ricorso della Procura e accolto le richieste della difesa. "La Corte ha riconosciuto anche nel merito che il reato di violenza privata non sussiste", ha spiegato l’avvocato Intrieri.
La vicenda ha avuto pesanti ripercussioni sulla carriera e sulla vita personale di Bellomo. "Questo è stato un processo artificiale, costruito a tavolino", ha dichiarato il legale. L’ex consigliere di Stato, che era stato sottoposto agli arresti domiciliari per alcuni mesi nel 2019, è stato destituito dalla magistratura al termine di un procedimento disciplinare. Intrieri ha inoltre sottolineato come il suo assistito abbia subito "danni fisici, economici e reputazionali" in seguito alle vicende giudiziarie.
Con questa sentenza, si chiude uno dei capitoli più controversi della carriera di Bellomo, che è stato prosciolto da ogni accusa nei diversi procedimenti a suo carico.
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