Nonostante lo spostamento a domenica 2 ottobre (causato dalla pioggia caduta per tutta la giornata del 26 settembre), i tarantini hanno partecipato numerosissimi in Città vecchia alla tradizionale “intorciata” in onore dei Santi Medici Cosma e Damiano. La foto scattata dall’alto da Francesco Manfuso, mediante il drone, è esplicativa del massiccio afflusso dei devoti in via Garibaldi che hanno accolto i santi, usciti, come una volta, da vico Zippro.
Il pellegrinaggio al santuario in via Di Mezzo è iniziato alle prime ore del mattino, intensificandosi con l’approssimarsi della santa messa delle ore 10, celebrata dal padre spirituale della confraternita di Santa Maria di Costantinopoli don Emanuele Ferro in un largo Fuggetti tirato a lucido dagli operatori di Kyma Ambiente, come pure i vicoletti che conducono al santuario. Grande animazione fra gli abitanti della zona, che hanno addobbato i balconi con drappi rossi verdi, e ancor di più fra i bambini, che abbiamo notato raccogliere le carte gettate a terra oppure riattaccare con il nastro adesivo il manifesto dei festeggiamenti che spesso si staccava dal muro. Taranto vecchia rinascerà quando i suoi abitanti cominceranno ad amarla: forse sarà questo il miracolo più grande operato dai Santi Medici. Dopo la celebrazione eucaristica, le note del complesso bandistico giunto da via Di Mezzo hanno annunciato l’inizio della processione, aperta dal campanello retto da un piccolo confratello.
Su via Garibaldi la Polizia municipale hanno lavorato sodo per far scorrere il traffico intenso della tarda mattinata nello stretto corridoio loro riservato, fra la gran folla. E’ riuscita nel suo scopo l’iniziativa di interdire la sosta delle auto con il nastro bianco-rosso lungo l’itinerario della processione, assieme ai segnali di divieto che in passato, per la verità, ben pochi rispettavano. Alle 11 in punto le statue sono state fatte passare una alla volta su vico Zippro, portate lateralmente, dati gli spazi angusti. Al loro apparire sulla “Marina”, il grande applauso dei fedeli , che attendevano questo momento d tre anni, e le note del “Mosè”, senza le quali nessun santo, dalle nostre parti, osa affacciarsi in strada. Lentamente i torcianti, diversi dei quali a piedi nudi, si sono disposti in processione: gli uomini davanti e le donne dietro le statue. Momento particolarmente toccante è stato quello in cui, sempre in via Garibaldi, le statue sono state fatte abbassare dai portatori per permettere a un devoto in carrozzina, con l’abito dei Santi Medici, di rendere loro l’omaggio commosso.
Quindi è iniziato il cammino per le vie della Città vecchia, con la sosta davanti alla chiesa di San Giuseppe per la supplica alla Madonna di Pompei, con l’esposizione dell’icona mariana fra due confratelli dell’arciconfraternita del Rosario in mozzetta nera; al termine, della banchina galleggiante, c’è stato lo sparo di fuochi pirotecnici concluso dall’emozionante lancio di fumogeni tricolori. Grazie al servizio d’ordine disposto dalla confraternita e all’apporto della Polizia locale e della Protezione Civile, la processione si è snodata senza arrecare grossi problemi al traffico su via Garibaldi. Lungo il pendio La Riccia, il passaggio dei Santi Medici è stato omaggiato dai confratelli di Sant’Egidio, davanti alla casa natale del santo tarantino. Il rientro è avvenuto alle ore 16; subito dopo ha avuto luogo l’affollata celebrazione eucaristica su largo Fuggetti. I festeggiamenti si sono conclusi in serata con i fuochi pirotecnici che hanno colorato il cielo su Mar Piccolo.
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