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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Rileggendo Alice Sebold" di Valentina Belgrado

Poesia del Giorno

"Poesia del Giorno" è un'estensione della rubrica settimanale "controVerso" dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è quindi deciso di pubblicare, in questo appuntamento giornaliero, le più belle poesie che vorrete inviare.

Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato nella apposita sezione sul sito web del giornale Buonasera.it e sui canali social della testata, dovrà:

  1. Seguire le pagine dei profili social di Taranto Buonasera: su Facebook e Instagram;
  2. Inviare una mail a controverso2019@gmail.com con il proprio nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo della mail la paternità dell'opera. La poesia non dovrà superare i 30 versi.

Ogni giorno alle ore 9.00 una poesia, tra quelle più significative, sarà scelta, pubblicata e recensita, esclusivamente online, in questa rubrica. 

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La Poesia del Giorno, di Lunedì 3 giugno 2024, è:

    RILEGGENDO ALICE SEBOLD

    di Valentina Belgrado di Monte Porzio Catone (RM)

    Ti domandi se potresti continuare così.
    E per quanto ancora.
    Sembra che gli altri facciano a meno
    della tua presenza intorno,
    che la casa vada avanti da sé.
    Eppure a tratti qualcosa s’incrina,
    un tonfo oltre la parete
    un grido fuori posto
    il pianto stridulo e profondo
    del figlio adolescente
    la provocazione cameratesca
    che irrompe nell’intesa
    (l’amalgama che solo la fusione
    dei generi compone).
    Ecco. È fatta.
    Finalmente si sono accorti della tua,
    di camera:
    piena di te e dei tuoi fermenti
    insani e respirati di continuo,
    di là dalla porta, negata alla condivisione.
    Quasi preziosa, addirittura.
    E tu, io, tra il languido e la smania,
    assapori dalla nicchia
    riparata del pigiama
    l’impotente pervicacia
    del ristagno.

       

    Recensione

    I versi di questa poesia, che esplorano temi di isolamento e alienazione nella vita familiare, richiamano alla mente la figura di Alice Sebold, nota per la sua penetrazione nelle emozioni legate alla solitudine e all'estraneità. Questo collegamento amplifica la profondità della narrazione di Valentina Belgrado, offrendo al lettore una visione più completa delle dinamiche familiari e delle tensioni emotive descritte nella poesia che la protagonista vive a causa della sua cefalea.

    La poetessa utilizza un linguaggio intimo e introspettivo per descrivere il sentimento di estraneità che permea la vita domestica della protagonista. Il testo inizia con una domanda retorica che cattura l'essenza del dubbio esistenziale: "Ti domandi se potresti continuare così. E per quanto ancora." Questa frase introduce immediatamente il lettore alla condizione di stasi e incertezza che la protagonista vive. La sensazione di essere superflua è evidenziata dall'immagine della casa che "vada avanti da sé," suggerendo una vita che continua indipendentemente dalla sua presenza.


    Nel cuore della poesia, l'autrice introduce elementi di rottura nella routine: "un tonfo oltre la parete / un grido fuori posto / il pianto stridulo e profondo / del figlio adolescente." Questi suoni interrompono la monotonia e rivelano le tensioni latenti all'interno della casa, rappresentando i momenti in cui la protagonista si sente improvvisamente visibile, seppur in modo doloroso.


    La "camera" della protagonista diventa un simbolo centrale, descritta come "piena di te e dei tuoi fermenti / insani e respirati di continuo." La stanza è un rifugio ma anche una prigione, un luogo di introspezione che allo stesso tempo isola e preserva l'identità della protagonista. Questo spazio privato è "negato alla condivisione" e tuttavia "quasi preziosa, addirittura," indicando una dualità tra il bisogno di isolamento e il desiderio di riconoscimento.


    Lo stile della poesia è caratterizzato da un linguaggio chiaro ma evocativo, che riesce a catturare le sfumature emotive della vita domestica. Il tono oscilla tra il "languido e la smania," riflettendo lo stato d'animo della protagonista che si muove tra l'accettazione passiva e l'irrequietezza. La "nicchia riparata del pigiama" diventa un'immagine potente di sollievo e impotenza, rappresentando l'abitudine e la resistenza al cambiamento.

    La poesia è tratta da "Cefalea cronica" pubblicata da Gattomerlino edizioni - Roma 2023.

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