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CONTROVERSO
03 Giugno 2024 - 08:00
"Poesia del Giorno" è un'estensione della rubrica settimanale "controVerso" dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è quindi deciso di pubblicare, in questo appuntamento giornaliero, le più belle poesie che vorrete inviare.
Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato nella apposita sezione sul sito web del giornale Buonasera.it e sui canali social della testata, dovrà:
Ogni giorno alle ore 9.00 una poesia, tra quelle più significative, sarà scelta, pubblicata e recensita, esclusivamente online, in questa rubrica.
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La Poesia del Giorno, di Lunedì 3 giugno 2024, è:
RILEGGENDO ALICE SEBOLD
di Valentina Belgrado di Monte Porzio Catone (RM)
Ti domandi se potresti continuare così.
E per quanto ancora.
Sembra che gli altri facciano a meno
della tua presenza intorno,
che la casa vada avanti da sé.
Eppure a tratti qualcosa s’incrina,
un tonfo oltre la parete
un grido fuori posto
il pianto stridulo e profondo
del figlio adolescente
la provocazione cameratesca
che irrompe nell’intesa
(l’amalgama che solo la fusione
dei generi compone).
Ecco. È fatta.
Finalmente si sono accorti della tua,
di camera:
piena di te e dei tuoi fermenti
insani e respirati di continuo,
di là dalla porta, negata alla condivisione.
Quasi preziosa, addirittura.
E tu, io, tra il languido e la smania,
assapori dalla nicchia
riparata del pigiama
l’impotente pervicacia
del ristagno.
♦◊♦ ♦◊♦ ♦◊♦ ♦◊♦
Recensione
I versi di questa poesia, che esplorano temi di isolamento e alienazione nella vita familiare, richiamano alla mente la figura di Alice Sebold, nota per la sua penetrazione nelle emozioni legate alla solitudine e all'estraneità. Questo collegamento amplifica la profondità della narrazione di Valentina Belgrado, offrendo al lettore una visione più completa delle dinamiche familiari e delle tensioni emotive descritte nella poesia che la protagonista vive a causa della sua cefalea.
La poetessa utilizza un linguaggio intimo e introspettivo per descrivere il sentimento di estraneità che permea la vita domestica della protagonista. Il testo inizia con una domanda retorica che cattura l'essenza del dubbio esistenziale: "Ti domandi se potresti continuare così. E per quanto ancora." Questa frase introduce immediatamente il lettore alla condizione di stasi e incertezza che la protagonista vive. La sensazione di essere superflua è evidenziata dall'immagine della casa che "vada avanti da sé," suggerendo una vita che continua indipendentemente dalla sua presenza.
Nel cuore della poesia, l'autrice introduce elementi di rottura nella routine: "un tonfo oltre la parete / un grido fuori posto / il pianto stridulo e profondo / del figlio adolescente." Questi suoni interrompono la monotonia e rivelano le tensioni latenti all'interno della casa, rappresentando i momenti in cui la protagonista si sente improvvisamente visibile, seppur in modo doloroso.
La "camera" della protagonista diventa un simbolo centrale, descritta come "piena di te e dei tuoi fermenti / insani e respirati di continuo." La stanza è un rifugio ma anche una prigione, un luogo di introspezione che allo stesso tempo isola e preserva l'identità della protagonista. Questo spazio privato è "negato alla condivisione" e tuttavia "quasi preziosa, addirittura," indicando una dualità tra il bisogno di isolamento e il desiderio di riconoscimento.
Lo stile della poesia è caratterizzato da un linguaggio chiaro ma evocativo, che riesce a catturare le sfumature emotive della vita domestica. Il tono oscilla tra il "languido e la smania," riflettendo lo stato d'animo della protagonista che si muove tra l'accettazione passiva e l'irrequietezza. La "nicchia riparata del pigiama" diventa un'immagine potente di sollievo e impotenza, rappresentando l'abitudine e la resistenza al cambiamento.
La poesia è tratta da "Cefalea cronica" pubblicata da Gattomerlino edizioni - Roma 2023.
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Testata: Buonasera
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