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rubrica poetica
01 Giugno 2024 - 08:00
La rubrica settimanale "controVerso" è dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è deciso di raccogliere in questa pagina le più belle poesie che di volta in volta vorrete inviare.
Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato sul quotidiano Buonasera in edizione cartacea, digitale e online nella apposita sezione, dovrà:
Ogni settimana tre poesie, tra quelle più significative, saranno scelte, recensite e pubblicate nella rubrica "controVerso" sull'edizione cartacea e digitale del sabato e visibili online la domenica mattina dalle ore 9:00.
Altre, invece, verranno selezionate e pubblicate esclusivamente online come "Poesia del Giorno" sul sito web di Buonasera e sui canali social.
Le tre poesie pubblicate sabato 1 giugno sono:
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Ho posato appunti
sul comodino tarlato dal tempo,
come gocce di vita
i mei sogni possano viverli
nella penombra d’una candela accesa.
L’odore acre del fumo e della cera
dentro me,
ho pianto lacrime
in un mare affannato
sotto la luna nascente.
Tra le righe scritte a matita
ho cancellato nella notte
con mollica d’un pane morbido
parole macchiate di solitudine.
Al risveglio solo fogli sgualciti.
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di Elvio Angeletti di Marzocca di Senigallia (AN)
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Recensione
La poesia cattura l'essenza della riflessione e della solitudine attraverso immagini delicate e potenti. I versi si aprono con gli appunti "sul comodino tarlato dal tempo", suggerendo un legame con il passato e l'usura del tempo. Le "gocce di vita" rappresentano i sogni dell'autore, che cerca di far vivere "nella penombra d’una candela accesa", simbolo di speranza e fragilità. L'"odore acre del fumo e della cera" accentua l'atmosfera malinconica, penetrando "dentro me" e collegando l'esterno con l'interno, il fisico con l'emotivo. Le "lacrime in un mare affannato / sotto la luna nascente" evocano dolore e solitudine, mentre la luna nascente simboleggia una timida speranza. La descrizione delle "righe scritte a matita" cancellate "con mollica d’un pane morbido" è toccante e aggiungono un tocco di umanità e delicatezza al gesto. Le "parole macchiate di solitudine" riflettono sentimenti profondi che l'autore cerca di cancellare. La poesia si conclude con l'immagine dei "fogli sgualciti" al risveglio, un segno tangibile del passaggio della notte e delle emozioni vissute. "Appunti notturni" esplora solitudine, tempo e introspezione attraverso immagini suggestive e un linguaggio sensoriale. Elvio Angeletti crea un quadro intimo e malinconico che risuona profondamente, offrendo una riflessione sul valore dei sogni e delle emozioni vissute nella solitudine della notte.
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Vorrei avere il tempo
per osservare
la crescita delle piantine,
rimuovere a mani nude,
le foglie secche
che le hanno ricoperte
e scoprire che sono sopravvissute
al gelo dell’inverno
come io a quello della vita…
Vorrei seguire passo passo
l’apertura della corolla dei fiori
vorrei osservare gli alberi
mentre si infoltiscono
e fare loro compagnia
sentire che siamo un tutt’uno
e non siamo fatti di vetro
che si fonde e poi si modella
ma siamo vita,
siamo entrambi semi
e poi germogli.
di Antonella Lamanna di Castelvetro di Modena (MO)
Recensione
La poetessa esplora il desiderio di una relazione profonda con la natura e manifesta il desiderio di avere il tempo per osservare la "crescita delle piantine" e "rimuovere a mani nude, le foglie secche". Questo atto di cura verso le piante diventa una metafora per la propria vita, con le difficoltà rappresentate dal "gelo dell'inverno". Come le piante sopravvivono al freddo, Antonella Lamanna supera le avversità della vita, mostrando una resilienza condivisa. Il desiderio di seguire "l’apertura della corolla dei fiori" e osservare gli alberi mentre si infoltiscono esprime la volontà di rallentare e apprezzare i processi naturali. L'immagine di essere "un tutt’uno" con gli alberi sottolinea questa relazione. La contrapposizione tra l'essere "fatti di vetro" e l'essere "vita" e "semi" che diventano "germogli" evidenzia la fragilità e la forza degli esseri viventi. Il vetro rappresenta una fragilità artificiale, mentre i semi e i germogli incarnano la forza naturale. La poesia invita a riflettere sulla propria vita trovando ispirazione nel ciclo naturale di crescita e rigenerazione.
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Vi ruberei quei baci
Che sfacciatamente
Date in pasto agli innamorati
Segregati dall'anonimato.
Per quella manifesta spensieratezza
Baratterei l'imbarazzo
Della mia pudicizia
E per quel rossetto sulle labbra
Stanerei i rigurgiti
Di antiche passioni.
Non è spregevole
Ciò che appare
Agli occhi di chi conosce
I lasciti d'amore.
Né disprezzo
Per lo sguardo che volge altrove
Da una celata nostalgia.
Darei la mia approvazione
Per una briciola di sana goliardia
Spiegherei come s'intinge
Il cuore d'amore.
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di Nicola Marzella di Bitonto (BA)
Recensione
I versi riflettono sulla nostalgia della giovinezza e il desiderio di rivivere momenti di spensieratezza e passione. Nicola Marzella desidera "rubare quei baci" sfacciatamente dati dagli innamorati, rappresentando l'intimità e la passione giovanile. Si esprime il rimpianto per la "manifesta spensieratezza" che scambierebbe con "l'imbarazzo / Della mia pudicizia", sottolineando il contrasto tra la libertà giovanile e le inibizioni dell'età. Il rossetto sulle labbra e i "rigurgiti / Di antiche passioni" richiamano amori passati e desideri riaffioranti. L'autore riconosce che ciò che appare agli occhi di chi conosce "I lasciti d'amore" non è spregevole, ma testimonia esperienze vissute. La "celata nostalgia" volge lo sguardo altrove, cercando di nascondere il desiderio per il passato. L'autore darebbe la sua approvazione per "una briciola di sana goliardia", desiderando il ritorno alla leggerezza della giovinezza. Conclude con "Spiegherei come s'intinge / Il cuore d'amore", indicando la volontà di trasmettere la capacità di amare appresa nel tempo.
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Testata: Buonasera
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