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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Il tiglio" di Elena Feresin

Poesia del Giorno

"Poesia del Giorno" è un'estensione della rubrica settimanale "controVerso" dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è quindi deciso di pubblicare, in questo appuntamento giornaliero, le più belle poesie che vorrete inviare.

Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato nella apposita sezione sul sito web del giornale Buonasera.it e sui canali social della testata, dovrà:

  1. Seguire le pagine dei profili social di Taranto Buonasera: su Facebook e Instagram;
  2. Inviare una mail a controverso2019@gmail.com con il proprio nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo della mail la paternità dell'opera. La poesia non dovrà superare i 30 versi.

Ogni giorno alle ore 9.00 una poesia, tra quelle più significative, sarà scelta, pubblicata e recensita, esclusivamente online, in questa rubrica. 

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La Poesia del Giorno, di martedì 23 aprile 2024, è:

    Il tiglio

    di Elena Feresin di Gorizia

    odore di legno e resina salivano prepotenti dal giardino
    un doloroso richiamo per ricevere il tuo ultimo saluto da eroe
    Tu, figlio di un’amara terra di confine
    giacevi lungo in fin di vita
    il taglio per mano nemica non ti aveva risparmiato
    ma le tue radici erano ancora lì nella terra profonde e possenti
    aggrappate all’esistenza
    una beffa per l’esecutore di quello scempio
    mi mancherà il tuo abbraccio gentile
    ogni primavera raggiungeva silenzioso il mio terrazzo
    e ora che da quel dì i giorni sono passati
    guardo giù
    il giardino è vuoto ma odora ancora di te

       

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    Recensione

    Attraverso l'uso di immagini vivide e di un linguaggio carico di emotività, l'autrice ci trasporta in un giardino intriso di significati profondi, in cui si consuma il dramma di un individuo in fin di vita, simboleggiato dal tiglio.


    L'opera si apre con la descrizione di un giardino permeato dall'"odore di legno e resina", un'atmosfera che si carica di pathos e di tensione emotiva fin dalle prime righe. Questa intensità sensoriale funge da preludio al tragico evento che si svolge nel cuore della poesia.


    Il protagonista, definito "figlio di un’amara terra di confine", è vittima di una sorte crudele, colpito dal "taglio per mano nemica" mentre cercava di fuggire dalla violenza della guerra. Tuttavia, nonostante il suo corpo giaccia inerte sulla terra, le sue radici persistono "profonde e possenti", un simbolo della sua resilienza e della sua volontà di resistere anche di fronte alla morte.


    La poesia si conclude con una nota di malinconia e di vuoto, evidenziata dalla constatazione che il giardino è ora privo della presenza fisica del protagonista, ma continua a "odorare di te". Questa immagine finale sottolinea la persistenza dell'essenza e dei ricordi, che continuano a vivere nonostante la morte fisica.


    Un’opera poetica che affronta temi universali come la guerra, la morte attraverso un linguaggio intenso e coinvolgente. La sua capacità di trasportare il lettore in un mondo di emozioni e di significati profondi ne fa un'opera degna di attenzione e riflessione.

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