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CONTROVERSO
23 Aprile 2024 - 08:00
"Poesia del Giorno" è un'estensione della rubrica settimanale "controVerso" dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è quindi deciso di pubblicare, in questo appuntamento giornaliero, le più belle poesie che vorrete inviare.
Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato nella apposita sezione sul sito web del giornale Buonasera.it e sui canali social della testata, dovrà:
Ogni giorno alle ore 9.00 una poesia, tra quelle più significative, sarà scelta, pubblicata e recensita, esclusivamente online, in questa rubrica.
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La Poesia del Giorno, di martedì 23 aprile 2024, è:
Il tiglio
di Elena Feresin di Gorizia
odore di legno e resina salivano prepotenti dal giardino
un doloroso richiamo per ricevere il tuo ultimo saluto da eroe
Tu, figlio di un’amara terra di confine
giacevi lungo in fin di vita
il taglio per mano nemica non ti aveva risparmiato
ma le tue radici erano ancora lì nella terra profonde e possenti
aggrappate all’esistenza
una beffa per l’esecutore di quello scempio
mi mancherà il tuo abbraccio gentile
ogni primavera raggiungeva silenzioso il mio terrazzo
e ora che da quel dì i giorni sono passati
guardo giù
il giardino è vuoto ma odora ancora di te
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Recensione
Attraverso l'uso di immagini vivide e di un linguaggio carico di emotività, l'autrice ci trasporta in un giardino intriso di significati profondi, in cui si consuma il dramma di un individuo in fin di vita, simboleggiato dal tiglio.
L'opera si apre con la descrizione di un giardino permeato dall'"odore di legno e resina", un'atmosfera che si carica di pathos e di tensione emotiva fin dalle prime righe. Questa intensità sensoriale funge da preludio al tragico evento che si svolge nel cuore della poesia.
Il protagonista, definito "figlio di un’amara terra di confine", è vittima di una sorte crudele, colpito dal "taglio per mano nemica" mentre cercava di fuggire dalla violenza della guerra. Tuttavia, nonostante il suo corpo giaccia inerte sulla terra, le sue radici persistono "profonde e possenti", un simbolo della sua resilienza e della sua volontà di resistere anche di fronte alla morte.
La poesia si conclude con una nota di malinconia e di vuoto, evidenziata dalla constatazione che il giardino è ora privo della presenza fisica del protagonista, ma continua a "odorare di te". Questa immagine finale sottolinea la persistenza dell'essenza e dei ricordi, che continuano a vivere nonostante la morte fisica.
Un’opera poetica che affronta temi universali come la guerra, la morte attraverso un linguaggio intenso e coinvolgente. La sua capacità di trasportare il lettore in un mondo di emozioni e di significati profondi ne fa un'opera degna di attenzione e riflessione.
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