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CONTROVERSO
17 Aprile 2024 - 08:00
"Poesia del Giorno" è un'estensione della rubrica settimanale "controVerso" dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è quindi deciso di pubblicare, in questo appuntamento giornaliero, le più belle poesie che vorrete inviare.
Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato nella apposita sezione sul sito web del giornale Buonasera.it e sui canali social della testata, dovrà:
Ogni giorno alle ore 9.00 una poesia, tra quelle più significative, sarà scelta, pubblicata e recensita, esclusivamente online, in questa rubrica.
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La Poesia del Giorno, di mercoledì 17 aprile 2024, è:
Cortecce di quercia
di Maddalena Corigliano di Lizzano (TA)
Dell’inverno, appeso ad aghi di ghiaccio,
ricordo le fiamme delle cortecce di quercia,
l’alitare dei fiati attorno e il crepitare del fuoco
che calore per noi si faceva.
Le gote levigate parlavano di intrecci di vene,
pelle e grembo.
Sfibrava la tramontana le annerite facciate
e scuoteva affamati rami e bucato rattoppato
su fili dal freddo induriti.
Taceva da tempo lo stridore del secchio
e anche il pozzo acqua ghiaccia aveva.
Nessuno osava sfidare il vento e si restava
al riparo del palpitar dei cuori.
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Recensione
Maddalena Corigliano porta i lettori in un'atmosfera invernale vibrante di sensazioni e immagini. Attraverso versi incisivi, l'autrice dipinge un quadro vivido della lotta contro il gelo, usando la metafora del fuoco accanto alle cortecce di quercia come simbolo di calore e protezione.
I versi iniziali, "Dell’inverno, appeso ad aghi di ghiaccio, / ricordo le fiamme delle cortecce di quercia," trasmettono una memoria intrisa di nostalgia e contrasto tra la crudele stagione invernale e il conforto del fuoco. Le successive immagini, come "l’alitare dei fiati attorno e il crepitare del fuoco / che calore per noi si faceva," accentuano il senso di intimità e protezione offerto dal fuoco nel mezzo dell'inclemenza dell'inverno.
Le descrizioni delle “gote levigate” e degli “intrecci di vene” suggeriscono un'umanità vulnerabile e interconnessa, sottolineando il tema della solidarietà e della resistenza collettiva. La pervasiva presenza del vento gelido, che "sfibrava la tramontana le annerite facciate / e scuoteva affamati rami e bucato rattoppato / su fili dal freddo induriti," aggiunge un elemento di tensione e vulnerabilità all'ambiente descritto, rafforzando il contrasto tra la forza della natura e la fragilità umana. Il silenzio che avvolge lo stridore del secchio e il pozzo ghiacciato sottolinea la quiete e la sospensione della vita quotidiana di fronte alla forza inarrestabile della natura.
I versi catturano magistralmente l'essenza dell'inverno e delle sue sfide, invitando i lettori a riflettere sulla resilienza umana di fronte alle avversità.
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