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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Cortecce di quercia" di Maddalena Corigliano

Poesia del Giorno

"Poesia del Giorno" è un'estensione della rubrica settimanale "controVerso" dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è quindi deciso di pubblicare, in questo appuntamento giornaliero, le più belle poesie che vorrete inviare.

Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato nella apposita sezione sul sito web del giornale Buonasera.it e sui canali social della testata, dovrà:

  1. Seguire le pagine dei profili social di Taranto Buonasera: su Facebook e Instagram;
  2. Inviare una mail a controverso2019@gmail.com con il proprio nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo della mail la paternità dell'opera. La poesia non dovrà superare i 30 versi.

Ogni giorno alle ore 9.00 una poesia, tra quelle più significative, sarà scelta, pubblicata e recensita, esclusivamente online, in questa rubrica. 

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La Poesia del Giorno, di mercoledì 17 aprile 2024, è:

    Cortecce di quercia

    di Maddalena Corigliano di Lizzano (TA)

    Dell’inverno, appeso ad aghi di ghiaccio,
    ricordo le fiamme delle cortecce di quercia,
    l’alitare dei fiati attorno e il crepitare del fuoco
    che calore per noi si faceva.
    Le gote levigate parlavano di intrecci di vene,
    pelle e grembo.
    Sfibrava la tramontana le annerite facciate
    e scuoteva affamati rami e bucato rattoppato
    su fili dal freddo induriti.
    Taceva da tempo lo stridore del secchio
    e anche il pozzo acqua ghiaccia aveva.
    Nessuno osava sfidare il vento e si restava
    al riparo del palpitar dei cuori.

       

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    Recensione

    Maddalena Corigliano porta i lettori in un'atmosfera invernale vibrante di sensazioni e immagini. Attraverso versi incisivi, l'autrice dipinge un quadro vivido della lotta contro il gelo, usando la metafora del fuoco accanto alle cortecce di quercia come simbolo di calore e protezione.


    I versi iniziali, "Dell’inverno, appeso ad aghi di ghiaccio, / ricordo le fiamme delle cortecce di quercia," trasmettono una memoria intrisa di nostalgia e contrasto tra la crudele stagione invernale e il conforto del fuoco. Le successive immagini, come "l’alitare dei fiati attorno e il crepitare del fuoco / che calore per noi si faceva," accentuano il senso di intimità e protezione offerto dal fuoco nel mezzo dell'inclemenza dell'inverno.


    Le descrizioni delle “gote levigate” e degli “intrecci di vene” suggeriscono un'umanità vulnerabile e interconnessa, sottolineando il tema della solidarietà e della resistenza collettiva. La pervasiva presenza del vento gelido, che "sfibrava la tramontana le annerite facciate / e scuoteva affamati rami e bucato rattoppato / su fili dal freddo induriti," aggiunge un elemento di tensione e vulnerabilità all'ambiente descritto, rafforzando il contrasto tra la forza della natura e la fragilità umana. Il silenzio che avvolge lo stridore del secchio e il pozzo ghiacciato sottolinea la quiete e la sospensione della vita quotidiana di fronte alla forza inarrestabile della natura.


    I versi catturano magistralmente l'essenza dell'inverno e delle sue sfide, invitando i lettori a riflettere sulla resilienza umana di fronte alle avversità.

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