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CONTROVERSO
09 Aprile 2024 - 08:00
Stormo
"Poesia del Giorno" è un'estensione della rubrica settimanale "controVerso" dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è quindi deciso di pubblicare, in questo appuntamento giornaliero, le più belle poesie che vorrete inviare.
Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato nella apposita sezione sul sito web del giornale Buonasera.it e sui canali social della testata, dovrà:
Ogni giorno alle ore 9.00 una poesia, tra quelle più significative, sarà scelta, pubblicata e recensita, esclusivamente online, in questa rubrica.
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La Poesia del Giorno, di martedì 9 aprile 2024, è:
PENSIERI FUGACI
di Maria Teresa Chechile di Jesi (AN)
Pensieri fugaci
afferrano il tempo
come uccelli rapaci.
Ché di vivida veste
l'intelletto,
scandendo incerto
il suo passo
alle pure passioni,
ne intravede
negli occhi il buio,
che di luce acceca
la vista altrui.
Sorridendo sornione,
capolino poi fa,
tra paure e ragioni.
Son pensieri fugaci,
consolando la mente,
ad essi poi tace.
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Recensione
La poesia offre uno sguardo profondo e riflessivo sui flussi tumultuosi dei pensieri che affollano la mente umana. Il titolo suggerisce la brevità e l'effimero di tali pensieri, che vengono catturati con maestria nelle immagini evocative del testo.
L'uso di metafore vive, come quella degli "uccelli rapaci", trasmette l'idea di pensieri che si afferrano al tempo con ferocia e voracità, riflettendo la frenesia e l'urgenza che spesso caratterizzano i nostri processi mentali.
La descrizione dell'intelletto che "scandisce incerto il suo passo alle pure passioni" cattura la complessità dell'esperienza umana, in cui la mente naviga tra ragione e istinto, cercando un equilibrio che spesso risulta elusivo.
La poesia continua a esplorare il contrasto tra luce e oscurità, suggerendo che anche dietro gli occhi illuminati dalle passioni più pure si nasconde il buio, che può accecare la vista degli altri. Questa dualità tra luce e oscurità, tra la superficie e ciò che si cela al di sotto, aggiunge profondità al tema dei pensieri fugaci e alla loro influenza sulla percezione del mondo.
I versi di Maria Teresa Chechile si concludono con un sorriso sornione che fa capolino tra paure e ragioni, suggerendo una sorta di accettazione o consolazione nella fugacità dei pensieri stessi. Questo finale aperto lascia spazio all'interpretazione personale e invita il lettore a riflettere sulla natura transitoria della mente umana.
La bellezza di questa poesia, ben scritta, risiede nella sua capacità di trasmettere immagini potenti e suggestioni profonde che continuano a risuonare nel lettore anche dopo la lettura.
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