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Speciale Settimana Santa

Settimana Santa, gli scatti di La Fratta, l’anima di Taranto in bianco e nero. Le foto

Un racconto visivo intenso e senza tempo che restituisce la dimensione intima e collettiva dei riti jonici

Nei riti della Settimana Santa tarantina convivono silenzio e devozione, lentezza e memoria, gesti antichi che attraversano il tempo e si rinnovano ogni anno nello sguardo della comunità. È proprio dentro questa sospensione, tra sacro e quotidiano, che si inserisce lo sguardo fotografico di Carmine La Fratta, capace di trasformare la cronaca in narrazione visiva.

Le immagini donate a Buonasera24.it, ricomprese in questa pubblicazione speciale, non sono semplici documentazioni di un evento, ma veri e propri frammenti di identità collettiva, nei quali la città si riconosce e si racconta.

La scelta del bianco e nero si rivela centrale in questo percorso: non è solo un’opzione estetica, ma una precisa dichiarazione di poetica. Il colore scompare per lasciare spazio alla sostanza, alla materia emotiva, alla profondità dei volti e dei gesti.

Nei suoi scatti, la Settimana Santa si spoglia del superfluo e si concentra sull’essenziale. Le cappe bianche dei confratelli, i volti coperti, i piedi che avanzano lentamente lungo il selciato diventano segni visivi di un tempo dilatato, quasi fuori dalla storia. La Fratta riesce a cogliere il ritmo unico di questi riti, fatto di pause, attese e silenzi, restituendo immagini che sembrano sospese tra fotografia e memoria.

Particolarmente intensa è la capacità dell’autore di lavorare sulla luce. I contrasti netti, le ombre profonde, i chiaroscuri che avvolgono i soggetti costruiscono una dimensione quasi teatrale, ma mai artificiale. La luce diventa linguaggio, scolpisce i corpi, esalta i dettagli, trasforma ogni scena in una meditazione visiva.

Allo stesso tempo, la forza delle fotografie risiede nella loro dimensione umana.

Dietro ogni figura incappucciata si percepisce una presenza viva, una comunità che si riconosce nel rito. La Fratta non si limita a osservare, ma partecipa, entra nel respiro collettivo della città, riuscendo a restituire quella tensione emotiva che rende unica la Settimana Santa tarantina.

C’è, nelle sue immagini, una doppia anima. Da un lato l’intimità del gesto, la solitudine del confratello, il raccoglimento personale. Dall’altro la coralità, il senso di appartenenza, la forza di una tradizione condivisa. È proprio in questo equilibrio che si misura la qualità del suo lavoro, capace di unire dimensione individuale e collettiva in un unico racconto visivo.

Le fotografie di Carmine La Fratta si collocano così oltre il documento, diventando interpretazione. Non raccontano solo ciò che accade, ma suggeriscono ciò che resta. E in quel bianco e nero, essenziale e rigoroso, si riflette tutta la bellezza austera e profonda di una città che, nei giorni della Passione, torna a guardarsi dentro.

Carmine La Fratta

La ricerca di La Fratta si muove inizialmente sul piano della fotografia industriale per poi immergersi nella documentazione di eventi, spettacoli ed editoria legata al territorio. Legatoal mondo del teatro oltre ai consueti ri­tratti di attori e registi (segue Mario Soldati nei momenti di vita a Tellaro in Liguria), fa emergere l'impatto degli spettacoli sulla gente, “il dietro le quinte”, la solitudine e la concentrazione degli artisti. Cura la documen­tazionefotografica per il doppio volume “Iconografia sacra a Taran­to” - “Iconografia dei Santi. Le chiese rupestri di Taranto” - “Iconografia sacra a Manduria”Particolare rilevanza per la visita Pastorale di Papa Wojtyla il 28 e 29 ottobre 1989 realizzato in qualità di fotograto ufficiale dell'evento. Ha documentato per il cinema con Blasco Giurato, Edoardo Winspeare (Il miracolo), Alessandro Di Robilant (Mare piccolo).

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