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Trani
23 Aprile 2026 - 07:47
TRANI - Una giornata intensa di analisi e confronto ha acceso il dibattito sul futuro del commercio cittadino, con la presentazione del Documento strategico del commercio promosso dal Distretto urbano del commercio. Un passaggio significativo che colloca Trani tra i primi Comuni a dotarsi di uno strumento operativo, capace di fotografare criticità e prospettive del tessuto economico locale.
Il documento restituisce numeri chiari. Sono 1.874 gli spazi censiti al piano terra per un totale di 3.305 vetrine. Più di un terzo delle superfici risulta occupato da attività attive, mentre il comparto della somministrazione rappresenta il 24 per cento. Gli spazi sfitti, dismessi o sottoutilizzati superano il 31 per cento, segnalando una criticità ormai strutturale.
A introdurre i contenuti è stato il manager del DUC e direttore di Confesercenti Bat Mario Landriscina, che ha sottolineato la necessità di intervenire su più livelli. “Il negozio di vicinato ha la possibilità di trovare un’ancora di salvezza nella logistica”, ha spiegato, evidenziando come il micro commercio possa tornare competitivo in una città più organizzata sotto il profilo della mobilità e dei servizi. Lo stesso Landriscina ha indicato alcune aree della città come possibili laboratori di rilancio, tra cui il quadrilatero tra ex Supercinema e villa comunale, il quartiere ebraico e l’asse tra piazza Gradenigo, via Cambio e piazza Marconi, ipotizzando “un esperimento pilota capace di coniugare start up giovanili e botteghe artigianali”.
Il sindaco Amedeo Bottaro ha evidenziato il valore strategico del documento. “Questo è uno strumento importante per affrontare in modo mirato il problema della desertificazione commerciale”, ha dichiarato, ricordando come il commercio sia strettamente connesso allo sviluppo turistico. Bottaro ha inoltre richiamato l’evoluzione del tessuto urbano negli ultimi anni, sottolineando che il centro storico, pur restando vivo e abitato, necessita di politiche attente per evitare una trasformazione esclusivamente turistica. “È necessario sostenere il turismo senza far fuggire i residenti, migliorando la qualità della vita e incentivando nuove botteghe”, ha aggiunto.
A offrire un’analisi tecnica è stata Maria Antonietta Curci, che ha evidenziato come il documento metta in luce trasformazioni profonde. “Assistiamo a un cambiamento sociale ed economico che incide sulla qualità della vita e sulla sicurezza degli spazi urbani”, ha spiegato, ribadendo il ruolo dei negozi di prossimità come presidio del territorio.
Il tema della relazione tra commercio e turismo è stato centrale anche negli interventi successivi. L’assessore Alessandro Capone ha sottolineato come le diverse attività economiche contribuiscano a definire l’identità cittadina, ricordando il lavoro svolto negli ultimi 18 mesi grazie anche al sostegno della Regione Puglia.
Dal mondo accademico, Luca Tamini ha richiamato i cambiamenti globali in atto. “Mobilità e abitudini commerciali stanno trasformando il settore, come dimostra la crisi della grande distribuzione americana”, ha affermato, indicando tra le strategie possibili la pedonalizzazione, la qualità dell’abitare e la valorizzazione delle reti locali. Sulla stessa linea il pianificatore Giorgio Limonta, che ha evidenziato la necessità di interventi sia immediati sia strutturali per contrastare la desertificazione.
Dal versante istituzionale regionale, Daniela Silvestri ha ricordato che in Puglia sono attivi 81 distretti in 134 comuni, coprendo il 52 per cento del territorio. “La desertificazione non è solo un problema economico ma anche urbanistico e di sicurezza”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di modelli integrati che uniscano commercio, turismo e cultura.
A chiudere la parte tecnica, l’intervento di Agostino Ciciriello ha ribadito l’approccio multidisciplinare del documento, evidenziando come la sostenibilità riguardi non solo l’ambiente ma anche la qualità della vita quotidiana.
Il confronto è poi entrato nel vivo con la tavola rotonda tra i 5 candidati sindaco, moderata da Maria Antonietta Curci. Sebastiano De Feudis ha puntato sulla necessità di interventi immediati e semplificazione amministrativa, sottolineando criticità legate agli immobili inutilizzati e alla gestione delle risorse. Marco Galiano ha individuato nelle carenze di mobilità e parcheggi una delle cause principali della desertificazione, proponendo incentivi fiscali e maggiore sicurezza per favorire nuove attività.
Angelo Guarriello ha rilanciato l’idea di ridurre la burocrazia e introdurre incentivi come l’azzeramento dell’IMU, sostenendo la necessità di un centro storico più centrale e vivibile, supportato da una viabilità efficiente e parcheggi collegati. Angela Mercorio ha invece insistito sull’integrazione tra commercio, turismo e viabilità, indicando tra le priorità il contenimento degli affitti e il recupero dell’identità cittadina. Giacomo Marinaro ha infine evidenziato il peso dei costi e della mobilità, proponendo un piano strategico che includa servizi, sicurezza e una rete di trasporti più efficiente.
Dal dibattito è emersa una visione condivisa sulla necessità di intervenire rapidamente per invertire la tendenza. Il Documento strategico del commercio si configura così come una base concreta da cui ripartire, con l’obiettivo di rilanciare il centro storico e rafforzare il legame tra economia locale, turismo e qualità della vita.
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