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Ruvo di Puglia

In fiamme la villa confiscata, “Non ci fermiamo, avanti con il progetto”

Secondo incendio in meno di un anno: la Regione conferma il finanziamento da 1 milione e rilancia l’impegno sull’antimafia sociale

RUVO DI PUGLIA - Un nuovo incendio ha colpito la villa di via Bisceglie confiscata alla criminalità organizzata, già interessata da un analogo episodio nei mesi scorsi. Si tratta del secondo rogo in meno di 1 anno, un evento che riaccende l’attenzione sul destino del bene destinato a essere restituito alla collettività.

A intervenire è l’assessora regionale alla Cultura e alla Conoscenza Silvia Miglietta, che nel pomeriggio di ieri ha effettuato un sopralluogo insieme al sindaco Pasquale Chieco. “Un incendio doloso ha colpito un immobile che pochi giorni fa avevamo annunciato di voler restituire alla comunità con un finanziamento di 1 milione di euro nell’ambito di Puglia Beni Comuni. È un messaggio al quale rispondiamo con chiarezza: noi non ci fermiamo”, ha dichiarato.

L’immobile rientra infatti in un progetto già definito, con risorse stanziate e destinazione sociale. Secondo quanto evidenziato dall’assessora, l’atto incendiario non rappresenta solo un danno materiale. “Chi incendia o vandalizza un bene confiscato alla mafia non colpisce solo una struttura, ma vuole attaccare un’idea, quella di trasformare questi luoghi in spazi di dignità, accoglienza e legalità vissuta”, ha aggiunto Miglietta.

Nel progetto, la villa dovrebbe diventare un punto di riferimento anche per i lavoratori stagionali del territorio. Ogni anno oltre 300 persone tra Ruvo, Corato e Terlizzi potrebbero trovare accoglienza, con servizi essenziali e condizioni di maggiore tutela. “Chi ha agito conosceva bene questo obiettivo, ed è per questo che ha colpito ancora”, ha sottolineato.

L’intervento previsto non è isolato, ma si inserisce in una programmazione più ampia della Regione Puglia. Sono 13 i progetti finanziati con 11 milioni di euro nell’ambito del programma regionale 2021-2027, destinati alla valorizzazione dei beni confiscati attraverso iniziative sociali, centri di accoglienza e spazi di partecipazione.

“Non si tratta di un singolo cantiere, ma di una strategia costruita insieme ai Comuni, ad Avviso Pubblico e a Libera, con amministratori locali che ogni giorno scelgono la strada della legalità”, ha precisato l’assessora.

Infine, la conferma della volontà politica di proseguire senza arretramenti. “Il finanziamento c’è, il progetto c’è e c’è anche la determinazione a portarlo avanti. Esprimo piena solidarietà al sindaco Chieco e alla comunità di Ruvo, che ha dimostrato di non piegarsi. I beni confiscati non sono strutture da distruggere, ma rappresentano la forma più concreta di antimafia sociale”, ha concluso Miglietta, ribadendo l’impegno della Regione a difendere e valorizzare questi spazi in tutto il territorio pugliese.

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