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Il fatto
04 Aprile 2026 - 12:42
BARI - Sarà una Pasqua all’insegna della sobrietà e della convivialità domestica quella che si prepara in Puglia. Secondo un’indagine di Coldiretti Puglia condotta nei mercati contadini di Campagna Amica, 7 pugliesi su 10 trascorreranno la festività tra le mura di casa, con una spesa media di 92 euro a famiglia, in lieve diminuzione rispetto allo scorso anno.
A confermare il forte legame con la dimensione familiare è anche il numero medio dei commensali, che si attesta intorno a 6 persone per tavola. Un dato che racconta una tradizione ancora radicata, pur con una maggiore attenzione al budget.
Non manca però chi sceglie alternative diverse. Una parte dei cittadini opterà per il pranzo fuori casa, tra ristoranti e agriturismi, mentre altri preferiranno trascorrere la giornata con un picnic all’aperto, condizioni meteo permettendo. Resta inoltre una quota di indecisi che scioglierà la riserva solo nelle ultime ore.
In cucina, il tempo dedicato alla preparazione del pranzo pasquale varia sensibilmente. In media si impiegano circa 2 ore ai fornelli, con oltre la metà delle famiglie che resta tra 1 e 3 ore. C’è chi riesce a completare tutto in un’ora e chi, invece, trasforma la cucina in un vero e proprio rito, arrivando a impegnarsi fino a 5 o addirittura 8 ore. Una minoranza, infine, sceglie soluzioni più rapide come piatti pronti o cibo da asporto.
Sulle tavole dominano i piatti della tradizione. Le uova restano protagoniste della settimana pasquale, mentre l’agnello continua a rappresentare il simbolo per eccellenza, presente in quasi la metà delle tavole tra abitazioni, ristoranti e agriturismi. Un alimento che assume anche un valore economico e sociale, sostenendo i pastori alle prese con l’aumento dei costi e gli effetti della siccità.
Il menù racconta l’identità gastronomica del territorio. Tra le ricette più diffuse figurano il cutturiddu delle Murge, a base di agnello ed erbe spontanee, il benedetto con capocollo di Martina Franca, agrumi, ricotta, asparagi, taralli e uova sode, oltre all’incrapiata che combina fave e cicorie con pane casereccio tostato, spesso accompagnata da cipolle rosse o peperoni verdi fritti.
Accanto ai piatti di carne, resiste una forte tradizione marinara con baccalà fritto, primi piatti con asparagi e gamberetti e le classiche fritture di paranza, seppie e gamberi. Il quadro che emerge è quello di una Pasqua più contenuta nei costi ma ricca di significato, in cui si riducono gli sprechi e si riscopre il valore dello stare insieme.
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