TARANTO – Nella serata di Giovedì Santo, dopo la Messa in Coena Domini dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero in cattedrale, i tarantini potranno ammirare nel cappellone di San Cataldo un altare della reposizione (popolarmente il “sepolcro”) particolarmente spettacolare per la presenza del grande dipinto sovrastante, “La moltiplicazione dei pani e dei pesci”, tornato all’originaria bellezza dopo il restauro operato dalla prof.ssa Maria Rosaria Di Capua, di Martina Franca. Si tratta di una delle due maestose opere d’arte “gemelle” del pittore veneziano del Seicento Giovanni Molinari (l’altra è “La caduta della manna”) presenti nella cappella del Santissimo Sacramento, a lato dell’altare maggiore.
Presentato alla stampa nella mattinata di venerdì 27 marzo, il dipinto restaurato è attualmente esposto nella navata laterale nella basilica cattedrale di San Cataldo dove è avvenuta la fase finale dei lavori.
L’intervento rientra nell’ambito del progetto complessivo di riqualificazione della cappella del Santissimo Sacramento, completamente sostenuto da Italcave SpA della famiglia Caramia, per un costo complessivo di circa 100 mila euro.
Il parroco della Città vecchia mons. Emanuele Ferro si è soffermato sull’importanza di questo luogo della cattedrale, probabilmente meno conosciuto, ma che è straordinariamente bello per il grande valore artistico e per il significato della fede, in quanto vi è presente il tesoro della Chiesa, cioè la Santissima Eucarestia, e che quindi merita tutto il rispetto e la cura.
Don Emanuele ha specificato che l’opera pittorica restaurata è il tassello di un lavoro cominciato 2 anni fa con la riqualificazione della cappella del Santissimo Sacramento, riguardante le parti murarie, i nuovi inserti d’ottone, il bellissimo altare marmoreo caratterizzato dai capi-altari costituiti da putti meravigliosi realizzati dal napoletano Giuseppe Sammartino (1720 –1793) e i poli liturgici.
“La tela, assieme a quella de ‘La caduta della manna’ – ha detto - costituirà una catechesi visiva sull’Eucarestia nei periodi del Nuovo e Vecchio Testamento che ci aiuteranno nell’adorazione eucaristica e nella partecipazione alla santa messa. Ed è elemento della catechesi anche la raffigurazione del fiume nel dipinto, anche questo figura di Cristo, acqua viva, attorno al quale tutto fiorisce, come la vegetazione presente sui bordi".
"È nostro desiderio - ha concluso - che la cappella del Santissimo Sacramento sia ancor più visitata e apprezzata, oltre che dal punto di vista artistico, soprattutto come luogo di preghiera e di raccoglimento”.
La restauratrice Maria Gaetana Di Capua, che proprio un anno fa aveva restituito alla originaria bellezza il simulacro dell’Addolorata della omonima confraternita, ha riferito: “Sono onorata di aver partecipato al restauro di questo dipinto, anche perché ci consente di avvicinarci a quella particolare realtà che è la pittura veneziana. Ciò è particolarmente interessante perché generalmente in zona abbiamo opere di autori pugliesi o locali o della scuola napoletana. L’autore è Giovanni Molinari, artista del seicento, uno dei più importanti dell’epoca. Si tratta di un olio su tela, montato su telaio ligneo, dalle dimensioni ragguardevoli: tre metri per sette. Lo stato di conservazione prima del restauro era pessimo perché la pellicola pittorica presentava una vernice alterata che non rendeva più fruibili quelle che erano le cromie originarie. Inoltre erano presenti moltissime toppe addirittura applicate nel secolo scorso sulla pellicola pittorica a tamponare le lacerazioni e gli sfondamenti che l’opera aveva subito nel corso del tempo. Poi sono state realizzate tutta una serie di operazioni finali per integrare sia le parti di tela mancanti sia le crome originarie nel rispetto di quelli che sono gli elementi fondamentali del restauro, cioè la compatibilità dei materiali e la reversibilità”.
Per Italcave era presente l’amministratore delegato Giovanni De Marzo che ha spiegando che «l’azienda conferma il proprio legame indissolubile con il territorio tarantino sostenendo il restauro integrale della cappella del Santissimo Sacramento. Per la nostra azienda, la responsabilità sociale si traduce in azioni concrete di custodia. Un impegno che abbiamo voluto sancire con una targa all’interno della cappella, dedicando l’intero restauro alla memoria di Antonio Caramia: proteggere l’identità culturale e spirituale di Taranto sia l’omaggio più prezioso per chi ha amato questa terra e il modo migliore per investire nel futuro della nostra comunità».
Il dipinto tornerà nella cappella del Santissimo Sacramento subito dopo la Settimana Santa.