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Il caso

Diga San Giuliano, 50 metri cubi al secondo in mare: “Ora una cabina di regia”. Le foto

Cia Due Mari lancia proposte per evitare sprechi, "Serve trattenere l'acqua"

TARANTO – Prosegue lo sversamento di acqua dalla diga di San Giuliano, dove dal 18 marzo la paratoia resta aperta per motivi di sicurezza idrogeologica, con un flusso stimato in circa 50 metri cubi al secondo diretto verso il mare.

Una situazione che ha sollevato l’intervento della Cia Due Mari, a seguito del quale la Regione Puglia ha attivato un confronto istituzionale coinvolgendo gli assessorati all’Agricoltura e alle Risorse idriche, il Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia e Acquedotto Pugliese.

L’obiettivo è quello di avviare un’interlocuzione con il Ministero delle Infrastrutture e con la Regione Basilicata per valutare un innalzamento del limite di invaso della diga, così da aumentare la quantità di acqua trattenuta nel rispetto delle norme di sicurezza.

La Cia ha espresso apprezzamento per la tempestività dell’intervento regionale, sottolineando la necessità di evitare sprechi in un momento delicato per il sistema agricolo. Le attuali disposizioni della Protezione civile impongono infatti lo scarico a mare per prevenire rischi a valle, ma secondo l’organizzazione è possibile lavorare per conservare una maggiore quantità di risorsa idrica senza compromettere la sicurezza.

In attesa di eventuali decisioni a livello nazionale, vengono avanzate alcune soluzioni immediate. Tra queste, la riattivazione della condotta irrigua che dalla località San Marco, in Basilicata, convoglia l’acqua verso il Tarantino attraverso un canale adduttore di circa 35 chilometri, attraversando i territori di Ginosa e Castellaneta fino a Palagianello.

Un’altra proposta riguarda il riempimento del bacino di Girifalco, in agro di Ginosa, oltre all’utilizzo delle vasche presenti lungo il tracciato del canale.

Secondo la Cia, queste misure consentirebbero di trasformare una situazione emergenziale in una risorsa utile per l’agricoltura, considerando anche che, durante la stagione irrigua, l’acqua impiega circa 7 giorni per raggiungere Palagianello.

L’ipotesi operativa prevede il convogliamento immediato dell’acqua dalla diga verso la rete irrigua attraverso le condotte già utilizzate dal Consorzio durante il periodo di irrigazione, permettendo così di alimentare tempestivamente i sistemi necessari per la fertirrigazione delle colture e dei frutteti.

Una strategia che, secondo l’organizzazione agricola, rappresenterebbe un intervento di programmazione utile in vista della stagione irrigua ormai imminente, con l’obiettivo di tutelare le produzioni e ridurre gli sprechi.

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