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Verso la Settimana Santa

Passione di Cristo, Lizzano si prepara alla 54ª edizione. Le foto

Al Museo Civico la presentazione ufficiale di una delle rievocazioni più longeve, tra tradizione, fede e comunità

LIZZANO – Sarà il Museo Civico MUPAU, in via Piazza IV Novembre, a ospitare giovedì 26 marzo alle ore 17 la conferenza di presentazione della 54ª edizione della Passione di Cristo, organizzata in collaborazione con la Parrocchia San Pasquale.

Un appuntamento che segna l’avvio ufficiale di una manifestazione che affonda le sue radici nel 1971, quando un gruppo di giovani, sostenuti dal parroco Padre Stefano Marchionna, diede vita a una prima rievocazione essenziale ma intensa del racconto evangelico. All’epoca le scene erano appena 5, dall’Orto degli Ulivi alla Crocifissione.

Da allora l’iniziativa ha conosciuto una crescita costante, trasformandosi nel corso di oltre 50 anni in una rappresentazione articolata che oggi conta 18 quadri scenici. Un percorso che riflette l’impegno dell’Associazione “Pietre Vive” e il coinvolgimento dell’intera comunità lizzanese, protagonista attiva nella costruzione dell’evento.

La manifestazione si distingue per l’attenzione ai particolari, la fedeltà ai testi evangelici e la qualità scenografica, elementi che contribuiscono a rendere l’esperienza coinvolgente per il pubblico. A interpretare i momenti più significativi della vita di Gesù Cristo sono circa 150 figuranti, tutti volontari e appartenenti a diverse generazioni, che accompagnano gli spettatori dall’ingresso a Gerusalemme fino alla Resurrezione.

Sul piano organizzativo, dal 1990 la gestione è passata dai Frati Minori della Parrocchia San Pasquale a un comitato dedicato, che nel 2003 ha assunto una forma strutturata con la nascita dell’Associazione “Pietre Vive aps – ets”. Oggi il sodalizio conta 153 iscritti, di cui 105 attivi, ed è impegnato durante tutto l’anno nella preparazione dell’evento e in altre iniziative per il territorio.

L’organizzazione cura ogni aspetto della rappresentazione. Scenografie e costumi sono realizzati grazie al lavoro di soci e volontari, che mettono a disposizione competenze artigianali per ricreare ambientazioni suggestive. Il copione viene aggiornato nel tempo pur mantenendo una rigorosa aderenza ai Vangeli. Anche il comparto tecnologico ha conosciuto un’evoluzione, con l’utilizzo di impianti audio e luci moderni in grado di valorizzare la dimensione emotiva e spirituale della rappresentazione.

Particolare attenzione è riservata alla preparazione interiore dei partecipanti. Dallo scorso 7 gennaio, organizzatori e figuranti hanno seguito un percorso formativo guidato dal parroco Don Pompilio Pati, finalizzato ad approfondire il significato spirituale dell’evento.

Negli anni si sono consolidati anche i rapporti con istituzioni locali e nazionali, che riconoscono il valore culturale e religioso della manifestazione, considerata tra le più longeve nel panorama europeo. L’adesione ventennale alle reti “Europassione per l’Italia” ed “Europassion” ha contribuito a rafforzarne la visibilità, favorendo la partecipazione a incontri in numerose città europee e italiane, da Germania e Spagna fino a Roma, Ancona e Caltanissetta.

Un percorso che si inserisce anche nel progetto “Prospettiva UNESCO per le Passioni di Cristo”, finalizzato alla valorizzazione internazionale di queste rappresentazioni come patrimonio culturale immateriale. L’obiettivo è promuovere un processo condiviso tra comunità, istituzioni e studiosi, capace di tutelare e tramandare una tradizione che affonda le proprie radici nel periodo rinascimentale e che continua a vivere nei territori.

Alla base della manifestazione resta il forte legame con la comunità. Il sostegno di cittadini, attività commerciali e imprese locali rappresenta un elemento essenziale per la realizzazione dell’evento, che nel tempo ha superato i confini cittadini diventando espressione identitaria dell’intero territorio tarantino.

La Passione di Cristo di Lizzano si conferma così non solo come appuntamento religioso, ma come momento collettivo capace di unire storia, cultura e partecipazione, mantenendo viva una tradizione che continua a rinnovarsi nel presente.

Le fotografie si riferiscono alla manifestazione dello scorso anno.

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