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Taranto

L’ultimo saluto a Loris Costantino, dolore e rabbia per l’operaio morto all’ex Ilva. Le foto

Chiesa gremita a Tramontone per i funerali del lavoratore di 36 anni precipitato nel reparto Agglomerato. La Procura indaga su 10 persone per chiarire le responsabilità dell’incidente

TARANTO - Un silenzio carico di dolore ha accompagnato l’ultimo saluto a Loris Costantino, l’operaio di 36 anni dell’indotto dell’ex Ilva morto lunedì scorso in un incidente sul lavoro. I funerali si sono svolti oggi nella chiesa di Sant’Egidio, nel quartiere Tramontone, dove familiari, amici, colleghi e tanti cittadini si sono riuniti per stringersi attorno alla famiglia del lavoratore.

La chiesa era completamente piena. Tra i banchi si percepivano commozione, incredulità e rabbia per una morte che ha colpito profondamente la comunità tarantina e il mondo del lavoro legato allo stabilimento siderurgico. Costantino era dipendente della Gea Power, una delle aziende dell’appalto esterno che operano all’interno del complesso industriale.

Il momento più straziante della cerimonia è arrivato al termine della funzione religiosa. Nel silenzio della chiesa si è levato il grido della moglie che, rivolgendosi al marito scomparso, ha pronunciato parole cariche di dolore. «Sei stato un marito e un padre fantastico… farò giustizia per te». Un momento che ha attraversato l’intera assemblea e che ha reso ancora più tangibile il dramma vissuto dalla famiglia.

Nella mattinata il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, si era recato alla camera ardente per esprimere personalmente le condoglianze alla moglie dell’operaio. Durante la cerimonia funebre, tuttavia, alcuni presenti hanno notato l’assenza del Gonfalone comunale all’interno della chiesa.

La tragedia si è consumata il 2 marzo all’interno dello stabilimento siderurgico. Loris Costantino stava svolgendo operazioni di pulizia su un nastro trasportatore nel reparto Agglomerato quando è precipitato da una passerella. L’operaio lascia la moglie e 2 figli piccoli.

L’esame autoptico ha accertato gravi traumi nella zona toracica e addominale, lesioni risultate incompatibili con la sopravvivenza. Nel frattempo la Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità. Nell’indagine risultano 10 persone indagate mentre proseguono gli accertamenti sull’incidente che ha strappato alla vita un giovane lavoratore, diventato l’ennesimo simbolo di una tragedia che continua a segnare il mondo del lavoro.

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