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Bari

Strutture ricettive abusive: scoperti 9,4 milioni di ricavi non dichiarati

La Guardia di Finanza ha eseguito 60 controlli nell’area metropolitana. Individuate attività abusive, evasione fiscale e lavoratori in nero

BARI - Un’ampia attività di controllo nel settore turistico ricettivo è stata condotta nel 2025 dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Bari nell’area metropolitana. Le verifiche hanno permesso di individuare strutture irregolari e operatori non in regola con le norme fiscali e amministrative, facendo emergere una consistente evasione di ricavi e diverse violazioni.

Nel complesso sono stati effettuati 60 interventi ispettivi nei confronti di altrettante strutture ricettive, tra cui bed and breakfast, affittacamere e altre attività di ospitalità. Le verifiche hanno consentito di accertare ricavi non dichiarati per circa 9,4 milioni di euro, segnalati all’Agenzia delle Entrate per il recupero a tassazione. L’attività investigativa ha inoltre evidenziato un’imposta evasa superiore a 1,2 milioni di euro e violazioni relative all’IVA per circa 1,4 milioni di euro.

Il settore della ricettività rappresenta uno dei comparti più dinamici dell’economia nell’area metropolitana barese. Proprio per questo motivo, spiegano le Fiamme Gialle, il dispositivo di controllo è stato orientato a garantire uno sviluppo equilibrato e regolare del mercato turistico, evitando che la crescita del settore venga accompagnata da fenomeni di abusivismo e concorrenza sleale.

Le attività ispettive sono state pianificate attraverso analisi di rischio elaborate dal Comando Provinciale di Bari, incrociando i dati presenti nelle banche dati in uso alla Guardia di finanza con elenchi e archivi comunali. A queste informazioni si sono aggiunti gli elementi raccolti durante il controllo economico del territorio svolto dai reparti operativi, tra cui attività di osservazione, verifiche dirette e raccolta di informazioni.

Nel corso delle verifiche effettuate nel 2025 sono state individuate 12 strutture completamente abusive, che svolgevano attività di affittacamere senza aver presentato alcuna comunicazione obbligatoria alle autorità competenti. In altri casi è stato accertato che attività dichiarate come gestione familiare presentavano in realtà le caratteristiche di vere e proprie imprese ricettive, con conseguenti obblighi fiscali e amministrativi più stringenti.

Tra le operazioni più rilevanti figurano quelle condotte dal Nucleo Operativo Metropolitano di Bari e dalla Compagnia di Monopoli, che hanno individuato 2 strutture totalmente sconosciute al fisco. Secondo quanto accertato, queste attività avrebbero sottratto all’imposizione ricavi per oltre 1 milione di euro.

Nel corso degli stessi controlli sono stati scoperti 31 lavoratori impiegati in nero, tra cui 4 percettori di misure di sostegno al reddito, nello specifico reddito di cittadinanza e supporto per la formazione e il lavoro.

Le indagini hanno inoltre evidenziato pratiche utilizzate per eludere i controlli fiscali. In alcuni casi gli operatori invitavano i clienti a cancellare le prenotazioni dalle piattaforme online di intermediazione turistica, come le agenzie di viaggio digitali, così da evitare la tracciabilità delle transazioni e la segnalazione alle autorità fiscali prevista dalla normativa. Le prenotazioni venivano quindi gestite privatamente, con pagamenti richiesti in contanti, spesso accompagnati da cartelli che invitavano gli ospiti a saldare il conto preferibilmente in contanti.

Durante le verifiche sono state individuate anche strutture completamente abusive con destinazioni catastali incompatibili, tra cui immobili classificati come fabbricati rurali oppure autorimesse.

Numerose le irregolarità amministrative contestate. In diversi casi i gestori non avevano esposto all’esterno della struttura la targhetta identificativa con il codice alloggio e la tipologia dell’attività, né il tariffario aggiornato, come previsto dalla normativa regionale. In alcune situazioni è stata inoltre accertata la mancata identificazione degli ospiti, circostanza che ha portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria per violazione dell’articolo 109 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

L’attività di controllo della Guardia di finanza nel settore turistico ricettivo prosegue anche nel 2026. Le verifiche effettuate nelle prime settimane dell’anno hanno già portato alla scoperta di nuovi casi di irregolarità.

Nel capoluogo è stato individuato un operatore economico che aveva omesso di dichiarare ricavi per oltre 1 milione di euro, mentre in una località costiera del sud est barese è emerso un ulteriore caso di evasione fiscale. In quest’ultima situazione il gestore aveva omesso di dichiarare ricavi per oltre 400 mila euro, indicando nel modello fiscale un importo simbolico pari a 1 euro.

L’azione delle Fiamme Gialle, spiegano dal Comando provinciale, mira a tutelare l’economia legale e garantire condizioni di concorrenza corretta tra gli operatori del settore, contrastando l’evasione fiscale ma anche favorendo l’emersione delle attività irregolari e l’adeguamento spontaneo agli obblighi tributari.

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