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Dal Politecnico nasce Blokko, il mattone modulare ispirato ai Lego che rivoluziona l’edilizia. Le foto

Dalla ricerca universitaria una start up innovativa che punta su economia circolare e costruzioni riconfigurabili. Il sistema E-Wall ha già ottenuto brevetti e riconoscimenti internazionali

BARI - Le grandi crisi della storia hanno spesso costretto l’economia e l’industria a reinventarsi. Fu così anche dopo il crollo economico del 1929, quando molti prodotti scomparvero dal mercato mentre altri nacquero proprio da quella fase di difficoltà. Tra questi casi emblematici vi fu quello di Ole Kirk Christiansen, falegname danese di Billund che nel 1932 ideò il celebre mattoncino LEGO, destinato a diventare uno dei simboli mondiali della creatività applicata al gioco.

L’idea di un elemento semplice capace di unirsi ad altri per costruire forme sempre diverse continua ancora oggi a ispirare nuove applicazioni, non solo commerciali ma anche scientifiche. Ed è proprio da questo principio che prende forma Blokko, progetto nato all’interno del Politecnico di Bari e sviluppato da un gruppo di ricerca dei Dipartimenti Architettura, Costruzione e Design e Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica.

Il percorso di ricerca ha preso avvio negli anni scorsi e ha portato, nel novembre 2021, alla nascita dello spin off accademico Blokko, che nel giugno 2024 si è trasformato in start up innovativa con sede a Bari. Alla base dell’iniziativa ci sono i docenti del Politecnico Calogero Montalbano e Carla Chiarantoni, promotori di una linea di studio dedicata a nuovi sistemi costruttivi modulari.

Il progetto propone una soluzione chiamata E-Wall, un sistema pensato per riconfigurare rapidamente gli spazi architettonici attraverso componenti modulari montati a secco e destinati alla micro prefabricazione. Il principio di fondo è quello di un nuovo tipo di mattoncino, definito dai ricercatori come un vero e proprio bit fisico per una nuova architettura modulare.

Il sistema si basa su 4 elementi costruttivi differenti, progettati con forme e dimensioni diverse, dal parallelepipedo tradizionale ai moduli angolari. Questi componenti consentono di creare strutture interne ed esterne adattabili a diverse esigenze architettoniche e compatibili con materiali differenti come plastiche, legno, cementi alleggeriti e poliuretano ad alta densità.

La solidità del progetto è sostenuta anche da un consistente lavoro di tutela della proprietà industriale. Il sistema E-Wall è infatti protetto da 2 brevetti internazionali ottenuti nel 2021 e nel 2022, ai quali si sono aggiunte 3 domande di brevetto italiano depositate nel luglio 2025, nel dicembre 2025 e nel gennaio 2026, una delle quali relativa al design.

Il funzionamento del sistema si basa su un meccanismo di incastro tra i blocchi, rinforzato da connessioni metalliche che attraversano gli elementi e garantiscono stabilità alla struttura. All’interno è inoltre prevista una rete metallica di solidarizzazione che rende l’intero insieme compatto e resistente, trasformando l’insieme dei moduli in un unico corpo strutturale.

Tra gli aspetti più innovativi vi è anche l’approccio orientato all’economia circolare. I blocchi, infatti, possono essere smontati, riutilizzati e, quando raggiungono la fine del ciclo di vita, triturati e trasformati in nuova materia prima per produrre ulteriori elementi costruttivi, eliminando il concetto di rifiuto edilizio.

Il sistema presenta anche vantaggi operativi rispetto alla muratura tradizionale. L’architettura dei moduli include un’intercapedine tecnica integrata che consente l’ispezione degli impianti senza la necessità di intervenire con demolizioni o aperture delle pareti, come accade invece con le classiche tracce nei muri.

I risultati ottenuti dalla start up hanno già attirato l’attenzione del mondo dell’innovazione e dell’imprenditoria. Tra i riconoscimenti più recenti figura la menzione speciale assegnata al progetto E-Wall durante la Future Hub Startup Competition di Klimahouse 2026, evento internazionale dedicato all’innovazione nel settore delle costruzioni sostenibili che si svolge a Bolzano con il coinvolgimento del Polihub di Milano.

L’iniziativa imprenditoriale ha inoltre superato un ulteriore passaggio nella competizione Basilicata Open Lab 2026, alla cui seconda fase la start up è stata ammessa nel febbraio scorso.

Secondo il professor Calogero Montalbano, amministratore della start up, i risultati ottenuti segnano una svolta nel percorso di crescita del progetto. “Il successo di Bolzano e l'ingresso in PoliHub Milano segnano il passaggio definitivo dalla ricerca alla scala industriale del prodotto”, afferma.

Il prossimo obiettivo è ora quello di sviluppare una vera filiera produttiva nel territorio. “Vogliamo radicare in Puglia una filiera produttiva d’avanguardia e attrarre investitori lungimiranti che vogliano scommettere con noi su un’edilizia circolare, flessibile e senza barriere”, spiega Montalbano.

La visione del progetto va oltre il semplice lancio di un nuovo materiale da costruzione. “Non stiamo solo lanciando un prodotto, stiamo costruendo un ecosistema d’eccellenza che parte dal Sud per rivoluzionare il modo in cui il mondo abita e trasforma i propri spazi”, conclude il docente.

Il percorso di Blokko testimonia così come la ricerca universitaria possa trasformarsi in innovazione industriale, con l’ambizione di portare dal Mezzogiorno un contributo concreto alla trasformazione sostenibile dell’edilizia contemporanea.

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