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Taranto

Svolta mitili, i test aprono alla revisione dei divieti

Dopo 30 giorni in acque più pulite cala la contaminazione. Il progetto punta anche al dissequestro del Primo Seno entro il 2026

TARANTO - Nuovi spiragli per la mitilicoltura ionica arrivano dal progetto sperimentale dedicato alla valutazione dei tassi di decontaminazione dei mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande. I risultati discussi nell’ultima riunione indicano prospettive ritenute incoraggianti per uno dei settori storici dell’economia locale.

L’attività, coordinata dal Commissario straordinario per la bonifica di Taranto, Vito Felice Uricchio, nasce per attenuare gli effetti socio economici dell’ordinanza regionale n. 1989/2011 attraverso verifiche scientifiche sul comportamento dei molluschi dopo il trasferimento in acque considerate più salubri. Al lavoro hanno preso parte ARPA Puglia, ASL Taranto e CNR, con il supporto della Capitaneria di Porto e del Comune.

I campionamenti conclusi la scorsa settimana, insieme alle analisi già effettuate e a quelle in fase di completamento, hanno confermato le indicazioni preliminari. Dopo 30 giorni dalla movimentazione nel Mar Grande o nel Secondo Seno, i mitili mostrano una significativa capacità di detossificazione. Gli esami biometrici e chimici su diossine e PCB indicano valori tali da sostenere una possibile revisione della normativa regionale, mantenendo le garanzie di sicurezza alimentare.

La sperimentazione era partita nel settembre 2024 e ha attraversato anche momenti difficili, come il furto di reste avvenuto nel giugno 2025, superato con il riposizionamento di nuovi lotti tracciati.

Il commissario Uricchio ha evidenziato che i risultati raggiunti derivano dalla collaborazione tra enti scientifici e istituzioni e ha ringraziato il sindaco Piero Bitetti, l’assessore Giovanni Patronelli e il comandante della Capitaneria di Porto Leonardo Deri, oltre ai tecnici di ARPA Puglia, ASL Taranto e CNR impegnati nelle attività.

Il percorso si concluderà con l’analisi integrata dei dati entro il 30 giugno 2026. Il patrimonio informativo prodotto potrà contribuire al possibile dissequestro delle aree del Primo Seno del Mar Piccolo e alla loro restituzione alla piena legalità, oltre a costituire una base stabile per la gestione ambientale delle aree demaniali.

L’iniziativa viene considerata un passaggio importante per coniugare tutela della salute, salvaguardia dell’ecosistema e rilancio della produzione mitilicola, con l’obiettivo di restituire al mercato un prodotto tracciato e sicuro.

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