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Il fatto
17 Gennaio 2026 - 07:28
BRINDISI - Un’operazione congiunta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Guardia di Finanza ha portato, nei giorni scorsi, al sequestro preventivo d’urgenza di una motonave giunta nel porto di Brindisi con un carico di 33.000 tonnellate di materiale ferroso. L’imbarcazione, battente bandiera di una piccola isola dell’Oceania, proveniva dalle acque territoriali russe del Mar Nero.
Il provvedimento cautelare è stato adottato in applicazione del Regolamento UE 833/2014, così come sanzionato dall’articolo 20 del decreto legislativo 221/2017, nell’ambito delle misure restrittive introdotte dall’Unione Europea nei confronti della Federazione Russa a seguito del conflitto russo-ucraino. La normativa europea vieta infatti specifiche operazioni commerciali, l’importazione di determinate categorie di merci e i traffici con alcuni porti russi, oltre a prevedere sanzioni per soggetti inseriti nelle cosiddette liste restrittive.
All’arrivo della nave nello scalo brindisino, la dichiarazione di importazione è stata selezionata dai sistemi di analisi del rischio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per verificare l’eventuale presenza di divieti o limitazioni, tenendo conto sia della tipologia del carico sia dell’area geografica di provenienza.
I controlli successivi, svolti congiuntamente da Dogane e Guardia di Finanza, con il supporto specialistico del Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza della Puglia e della Sezione Operativa Navale di Brindisi, hanno fatto emergere gravi incongruenze e alterazioni nella documentazione di bordo. In particolare, sono state riscontrate falsificazioni relative ai luoghi di sosta e alle operazioni di carico della merce.
L’analisi approfondita dei documenti di navigazione e dei dati estratti dal sistema ECDIS, il sistema elettronico obbligatorio di navigazione, ha consentito ai militari di accertare che la motonave aveva stazionato e operato nel porto russo di Novorossisk, scalo sottoposto a sanzioni, dal 13 al 16 novembre 2025, effettuando operazioni di carico vietate. Ulteriori verifiche hanno inoltre evidenziato che il sistema AIS della nave era stato disattivato in prossimità del porto russo, presumibilmente per sottrarsi alla geolocalizzazione e rendere più difficili i controlli da parte delle autorità competenti. Riscontri in tal senso sono arrivati anche dalla consultazione della banca dati Lloyd’s S&P Global Maritime, in uso all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
L’insieme degli accertamenti ha permesso di ricostruire con precisione la rotta della motonave e le attività svolte, dimostrando che, nonostante le dichiarazioni ritenute fuorvianti del comandante e i tentativi di ostacolare i controlli attraverso documenti alterati e lo spegnimento del transponder, sussistono gli elementi per configurare la violazione del Regolamento europeo sulle sanzioni contro la Federazione Russa.
Il Tribunale di Brindisi, esaminata la documentazione trasmessa dalla Procura della Repubblica, ha convalidato il sequestro preventivo della motonave e dell’intero carico. L’importatore, l’armatore e alcuni membri dell’equipaggio risultano indagati in concorso per l’ipotesi di elusione delle misure restrittive dell’Unione Europea.
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