BISCEGLIE - Una mattinata diversa, all’insegna della solidarietà e della consapevolezza. Come ormai da alcuni anni, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione promossa dalla FAO, gli studenti delle classi prime della Scuola Media “Monterisi” hanno fatto visita alla Caritas cittadina, ospitata nell’ex convento dei Cappuccini, per conoscere da vicino le attività e i servizi dedicati alle persone in difficoltà.
Il tema scelto per il 2025, “Mano nella mano per un’alimentazione e un futuro migliori”, ha ispirato un percorso didattico e umano volto a sensibilizzare i ragazzi sulla sicurezza alimentare, la salute e la sostenibilità, sottolineando il valore della collaborazione e della solidarietà.
La dirigente scolastica Lucia Scarcelli ha espresso pieno appoggio all’iniziativa, definendola «un’occasione concreta per toccare con mano la solidarietà attiva». «I commenti positivi di docenti e studenti – ha aggiunto – confermano quanto queste esperienze siano utili a comprendere il valore del riciclo alimentare e dei servizi che la Caritas offre ai più bisognosi».
La visita è iniziata dai locali di “RecuperiAMOci”, dove Maurizio, Carmine, Nardino e altri volontari raccolgono ogni giorno prodotti ortofrutticoli dai mercati di Bisceglie e Molfetta e dall’Ipercoop, destinandoli al recupero e alla redistribuzione. Gli studenti hanno assistito alle operazioni di selezione e pulizia della frutta e della verdura, coordinate da Demetrio, Michele, Angela e Andreina, che ogni giorno cucinano alimenti prossimi alla scadenza per garantire pasti caldi a chi non ha nemmeno una cucina.
Nel pomeriggio, tra le 16 e le 19, i volontari distribuiscono il cibo confezionato a decine di famiglie in difficoltà. Nei magazzini dei Cappuccini, invece, trovano spazio i prodotti secchi – pasta, olio, latte, legumi e biscotti – forniti mensilmente dalla Comunità Europea, come hanno spiegato Antonio e Oronzo, e destinati alle Caritas parrocchiali in base al numero di utenti registrati.
Durante il percorso, gli studenti hanno visitato anche l’Emporio eco-solidale, dove Licia e Lucrezia hanno mostrato come vengono selezionati, riciclati e rimessi in circolo indumenti, scarpe, borse, cinture, coperte e giocattoli. Qui si è parlato anche degli effetti della fast fashion, il modello di produzione di abiti a basso costo e rapido consumo, responsabile di un forte impatto ambientale e sociale.
A incuriosire maggiormente i ragazzi è stata la sartoria “Storie&Stoffe”, dove Angela e Antonella hanno mostrato capi e accessori realizzati con tessuti riciclati. Alcuni alunni hanno raccontato come le proprie nonne ancora oggi si dedichino al cucito e al ricamo, trasmettendo antichi saperi di recupero. Le volontarie hanno invitato gli studenti a coinvolgere genitori e nonni, ricordando che anche poche ore di aiuto in sartoria possono fare la differenza.
L’incontro è stato anche un’occasione per riflettere sul problema dei rifiuti tessili, come hanno ricordato i dati di Legambiente: in Europa ogni persona produce circa 12 chili di scarti all’anno, pari a 5,2 tonnellate complessive, di cui solo il 22% viene riciclato. La metà finisce in Africa o, peggio, in discarica e negli inceneritori, con gravi conseguenze per l’ambiente. Tra il 2000 e il 2015, la produzione di abbigliamento è raddoppiata, mentre l’utilizzo medio dei capi si è ridotto del 36%, accorciandone drasticamente il ciclo di vita.
Agli studenti è stata poi illustrata la rete dei servizi di accoglienza della Caritas: dalle docce pubbliche agli alloggi per persone in difficoltà nella sezione delle ex celle dei frati e nella “Casa Barbiana”, fino alla falegnameria solidale, dove vengono restaurati mobili e oggetti per la casa.
Un momento della visita è stato dedicato anche alla storia dell’edificio dei Cappuccini, che nei secoli ha ospitato realtà diverse, tutte al servizio della comunità: prima i Frati Cappuccini dal 1600, poi l’Ospedale di Bisceglie e la Casa di riposo “Principessa Iolanda” tra Ottocento e Novecento, quindi l’Associazione Giovanile di don Salvino Porcelli nel secolo scorso e oggi la Caritas cittadina.
La docente referente Nunzia Cappelletti ha definito l’iniziativa «una lezione di cittadinanza attiva». «La Caritas – ha spiegato – è un esempio concreto per sensibilizzare i ragazzi alla riduzione degli sprechi e alla cultura della responsabilità comunitaria».
Parole condivise da Sergio Ruggieri, coordinatore Caritas, che ha voluto ringraziare la scuola per la collaborazione. «Queste visite – ha detto – seminano piccoli semi di solidarietà che, nel tempo, germoglieranno nella coscienza dei futuri cittadini biscegliesi».
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