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Speciale Settimana Santa

Francavilla, il cammino dei Pappamusci

Tra ulivi, pietra bianca e riti antichi, la Settimana Santa racconta una comunità

Speciale Settimana Santa

Il Venerdì Santo il cuore emotivo con la Desolata e i Misteri (foto Carmine La Fratta)

Le luci si abbassano lentamente nelle strade del centro, mentre il suono secco della trenula rompe il silenzio della sera. L’aria profuma di cera e incenso, i passi si fanno lenti, cadenzati. Tra i vicoli e le piazze, la città si trasforma. Non è solo un rito, è un attraversamento collettivo del tempo, un ritorno alle radici più profonde di una comunità che ogni anno si riconosce nei gesti della Settimana Santa.

Francavilla Fontana, nel cuore della Terra d’Otranto, emerge tra distese di ulivi e masserie che raccontano una storia millenaria. Qui, dove le tracce del Neolitico si intrecciano con la civiltà messapica e con le suggestioni legate all’antica Rudiae, la dimensione religiosa si fonde con quella culturale. Le pietre del centro storico, le chiese, i portali barocchi diventano scenografia naturale di una tradizione che si tramanda da generazioni.

Il racconto pasquale si apre con il Giovedì Santo, quando il pellegrinaggio dei Pappamusci segna l’ingresso nella parte più intensa delle celebrazioni.

Dopo la Messa in Coena Domini, i confratelli della Chiesa del Carmine, scalzi e avvolti nei loro camici, attraversano la città in un percorso che è insieme preghiera e memoria. Il loro nome, legato alla tradizione popolare, identifica figure silenziose che visitano i Sepolcri nelle chiese, compiendo un viaggio simbolico nei luoghi della Passione.

Nel cuore della notte, accompagnati dal suono della trenula e da due musicisti, i confratelli raggiungono le case di anziani e priori. È un gesto antico, quasi domestico, che mantiene vivo il legame tra la comunità e il rito. Un invito, scandito da una nenia, che richiama alla partecipazione del giorno successivo.

È però il Venerdì Santo a concentrare la dimensione più intensa e partecipata. La mattina si apre con la Processione della Desolata, momento di grande suggestione e profondità spirituale. Le confraternite cittadine si alternano, ogni anno in gruppi di 3, sfilando contemporaneamente per le vie. La figura della Madonna Addolorata diventa il centro di un dolore condiviso, vissuto collettivamente da una città che si raccoglie lungo il percorso.

Le voci, i passi, i silenzi costruiscono un’atmosfera sospesa. Secondo gli studiosi locali, questo rito affonda le sue radici nella spiritualità popolare diffusa nel Sud Italia già a partire dal Medioevo, ma ha trovato nel tempo una forma tutta francavillese, capace di unire devozione e identità.

La sera, quando il buio avvolge la città, prende forma la Processione dei Misteri, che parte dalla Chiesa di Santa Chiara e attraversa il centro storico. Le statue che rappresentano i momenti della Passione avanzano lentamente, accompagnate dalle marce funebri eseguite dalla banda e dal suono inconfondibile delle trenule. È un corteo lungo, articolato, che coinvolge tutte le confraternite e che racconta, scena dopo scena, il cammino verso il Calvario.

Tra i penitenti si distinguono “li pappamusci cu li trai”, uomini scalzi che trascinano croci di legno come segno di penitenza. Un gesto che mantiene intatta la sua forza simbolica, capace di colpire anche chi osserva da fuori. La piazza antistante la Chiesa Matrice si riempie, il silenzio diventa partecipazione, attesa, condivisione.

Questi riti non sono solo espressione di fede. Rappresentano un patrimonio culturale che coinvolge artigiani, musicisti, confraternite e associazioni. Le statue, gli abiti, gli strumenti musicali sono frutto di un sapere tramandato nel tempo, che continua a vivere grazie al lavoro di chi custodisce queste tradizioni.

Negli ultimi anni, la Settimana Santa di Francavilla Fontana ha attirato anche un crescente interesse turistico. Visitatori provenienti da altre regioni scelgono di vivere questi momenti per la loro autenticità, per la capacità di raccontare una Puglia lontana dai circuiti più conosciuti. Un turismo lento, rispettoso, che si inserisce in un contesto dove la dimensione comunitaria resta centrale.

La Domenica di Pasqua segna infine il passaggio dalla sofferenza alla gioia, con la Processione del Cristo Risorto che chiude il ciclo delle celebrazioni. Le luci tornano a illuminare le strade, i suoni cambiano, il ritmo si fa più leggero. È il segno di una rinascita che non è solo religiosa, ma anche simbolica.

A Francavilla Fontana, la Settimana Santa non è una rappresentazione. È una storia che si rinnova ogni anno, scritta nei passi dei confratelli, nelle voci che cantano, nelle pietre che custodiscono memoria.

Un racconto che continua a vivere, tra passato e presente, nel cuore della Puglia.

Le splendide fotografie sono a firma di Carmine La Fratta che si ringrazia

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