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Speciale Settimana Santa
02 Aprile 2026 - 08:00
Le catene trascinate sull’asfalto segnano il ritmo, mentre il battito secco della trocchiola accompagna i passi (foto Carmune La Fratta)
Il suono arriva prima della luce. È un rumore metallico, lento, cadenzato, che rompe il silenzio delle strade ancora immerse nella penombra del mattino.
Le catene trascinate sull’asfalto segnano il ritmo, mentre il battito secco della trocchiola accompagna i passi. Attorno, le case di pietra e i vicoli del centro storico trattengono l’eco di un rito che si ripete da secoli.
A Troia, la Settimana Santa non è solo una celebrazione religiosa, ma una narrazione collettiva che attraversa il tempo e restituisce il senso più profondo dell’identità locale.
La cittadina dei Monti Dauni, dalle origini antichissime e crocevia di civiltà sin dall’epoca preromana, conserva nel suo tessuto urbano e culturale le tracce di una storia stratificata.
L’antica Aecae, poi attraversata dalla via Traiana in epoca imperiale, continua a vivere oggi anche attraverso le sue tradizioni. Le chiese, le piazze, la Cattedrale romanica diventano palcoscenico naturale di riti che intrecciano fede, memoria e comunità.
I primi momenti della Settimana Santa sono già stati vissuti.
La Domenica delle Palme ha aperto il ciclo con la Passione Vivente, una rappresentazione in costume che ha attraversato il borgo dal pomeriggio fino al tramonto.
Il cuore più intenso della tradizione, però, resta il Venerdì Santo. La mattina è stata segnata dalla Processione delle Catene, uno dei riti più peculiari dell’intera Puglia. Cinque penitenti, vestiti con il saio bianco e incappucciati, hanno percorso le vie della città scalzi, portando sulle spalle pesanti croci lignee e trascinando catene ai piedi. Un gesto di penitenza che, secondo la tradizione, viene mantenuto per 5 anni, in riferimento alle piaghe di Cristo.
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Il corteo, partito dalla Chiesa di San Basilio Magno e concluso presso quella di Sant’Anna, ha fatto tappa in tutte le chiese lungo il percorso. Il suono delle catene, amplificato dal silenzio della folla, ha trasformato la città in uno spazio sospeso, dove il tempo sembra rallentare. Secondo studiosi locali e confraternite, questo rito affonda le sue radici almeno all’inizio del 1700, mantenendo intatta nel tempo la sua forza simbolica.
La sera, le luci si abbassano e il centro storico si prepara ad accogliere la Processione dei Misteri, momento di grande suggestione scenografica. Le statue, copie di gruppi settecenteschi custoditi nel Museo Diocesano, vengono portate in corteo dalla Cattedrale lungo le principali vie cittadine. Le scene rappresentate, dalla cattura alla crocifissione, raccontano la Via Crucis attraverso immagini di forte impatto emotivo.
Accanto ai gruppi statuari, sfilano il Cristo Deposto e la Madonna Addolorata, quest’ultima realizzata dallo scultore Giacomo Colombo nel XVIII secolo. A chiudere il corteo sono le “Catene”, donne vestite di viola che partecipano a volto scoperto, completando un quadro che richiama, per intensità e struttura, le grandi tradizioni della Semana Santa spagnola.
Artigiani locali e restauratori continuano a prendersi cura delle statue e degli elementi del rito, mantenendo viva una tradizione che è anche patrimonio artistico. Le confraternite svolgono un ruolo fondamentale nell’organizzazione, garantendo la continuità di gesti e simboli che definiscono l’identità della comunità.
La Settimana Santa di Troia si chiuderà con uno dei momenti più attesi e singolari dell’intero panorama pugliese. La Domenica di Pasqua sarà segnata dalla Processione del Bacio, rito unico per contenuti e significato. Le statue della Madonna e del Cristo Risorto, partite da due chiese diverse, si incontreranno nella piazza antistante la Cattedrale.
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Qui, davanti a una folla raccolta, si compirà il gesto simbolico che rappresenta la fine del dolore e l’inizio della gioia. Dopo due avvicinamenti, alla terza occasione la statua del Cristo si inchinerà davanti alla Madre, tra le note del Mosè di Rossini e l’emozione dei presenti. Un momento che segna il passaggio dalla sofferenza alla speranza, chiudendo il ciclo dei riti.
Negli ultimi anni, la Settimana Santa di Troia ha assunto anche un ruolo crescente nell’offerta culturale e turistica dei Monti Dauni.
Visitatori e appassionati di tradizioni popolari scelgono di raggiungere la città per assistere a riti che conservano autenticità e radicamento. Un turismo attento, che si inserisce in un contesto dove la dimensione comunitaria resta centrale.
A Troia, ogni suono, ogni passo, ogni gesto racconta una storia. Le catene che battono sull’asfalto, le marce funebri, gli inchini finali non sono solo simboli religiosi, ma segni di una memoria condivisa che continua a vivere. Un patrimonio immateriale che, anno dopo anno, rinnova il legame tra passato e presente nel cuore della Puglia.
Le splendide fotografie sono a firma di Carmine La Fratta che si ringrazia
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