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Speciale Settimana Santa

Ginosa, la voce della Passione

Tra gravine e canti antichi, i riti pasquali trasformano il paesaggio in un grande teatro di fede e memoria

Speciale Settimana Santa

A Ginosa la Settimana Santa non si osserva, si ascolta, si attraversa, si vive (foto Carmine La Fratta)

La luce del tramonto scivola lenta sulle pareti della gravina, accendendo di riflessi caldi la pietra antica. Il vento attraversa i vicoli del Rione Casale e porta con sé un suono lontano, un canto che cresce, si avvicina, si fa presenza. È un coro di voci femminili, profondo e cadenzato, che accompagna passi lenti e solenni. A Ginosa la Settimana Santa non si osserva, si ascolta, si attraversa, si vive.

Incastonata nella Murgia tarantina, conosciuta come la “Porta delle Gravine”, la città custodisce un paesaggio che sembra nato per raccontare la storia. Le cavità naturali, gli insediamenti rupestri, le case aggrappate alla roccia costruiscono uno scenario unico, dove il tempo sembra sospeso. È in questo equilibrio tra natura e memoria che i riti pasquali trovano la loro espressione più autentica.

Le origini di Ginosa risalgono all’età del bronzo e portano il segno dei Peucezi, che sfruttarono le gravine per creare insediamenti trogloditi ancora oggi visibili.

Nel corso dei secoli, il passaggio dei Romani, dei Normanni e degli Angioini ha lasciato tracce profonde, come il Castello Normanno che domina il centro abitato.

Questo patrimonio storico si riflette nei riti della Settimana Santa, che diventano un racconto stratificato, capace di unire epoche diverse.

Il Venerdì Santo rappresenta il momento centrale con la Processione dei Misteri, partita dalla Chiesa Madre alle ore 19:00. I simulacri della Passione, portati a spalla dai confratelli, attraversano le strade del centro in un clima di raccoglimento assoluto.

Ma ciò che rende unica questa processione è il suono. Il Coro delle Pie Donne, composto da circa 100 voci, accompagna l’intero percorso con canti tradizionali che si tramandano da generazioni.

Le melodie, sostenute dalla banda cittadina, creano una dimensione sonora intensa, capace di amplificare il significato del rito. Non è solo un accompagnamento musicale, ma un elemento identitario, che distingue Ginosa nel panorama dei riti pugliesi.

Secondo studiosi e associazioni locali, la presenza del coro affonda le radici nella tradizione popolare del Sud, dove il canto ha sempre rappresentato una forma di narrazione collettiva. Le voci delle Pie Donne diventano così un filo che unisce passato e presente, trasformando la processione in un’esperienza immersiva.

Il racconto della Settimana Santa non si esaurisce però nella dimensione processionale. Ginosa offre anche una delle rappresentazioni più suggestive del Mezzogiorno, la Passione Vivente “Passio Christi”, che si svolge nel Rione Casale. Qui, tra le gravine, la città si trasforma in un grande teatro naturale.

Le piazze illuminate da fiamme e tripodi, i figuranti in costume d’epoca, i narratori che guidano lo spettatore lungo il percorso creano un’esperienza che unisce teatro e spiritualità. La rappresentazione ripercorre i momenti della vita di Gesù, dall’Annunciazione alla Crocifissione, sfruttando un paesaggio che richiama, per conformazione, quello della Palestina.

Artigiani locali, costumisti e volontari lavorano per mesi alla preparazione della Passio Christi, contribuendo a mantenere viva una tradizione che è anche espressione di competenze e saperi. Il risultato è un evento che riesce a coniugare rigore storico e coinvolgimento emotivo, attirando ogni anno visitatori da tutta Italia e dall’Europa.

Negli ultimi anni, la Settimana Santa di Ginosa ha assunto un ruolo crescente anche in termini di turismo culturale. Il paesaggio delle gravine, unito alla forza dei riti, rappresenta un richiamo per chi cerca esperienze autentiche, lontane dai circuiti più commerciali. Un flusso che, secondo operatori locali, contribuisce a valorizzare il territorio senza snaturarne l’identità.

La comunità resta al centro di tutto. Le confraternite, i cori, le associazioni culturali continuano a custodire una tradizione che non è mai diventata spettacolo fine a se stesso. Ogni gesto, ogni canto, ogni passo mantiene un significato preciso, legato alla fede ma anche alla storia condivisa.

A Ginosa, la Settimana Santa è un racconto che si sviluppa tra luce e ombra, tra silenzio e musica, tra pietra e voce.

Un’esperienza che attraversa il tempo e restituisce l’immagine di una Puglia profonda, capace di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici.

Le splendide fotografie sono a firma di Carmine La Fratta che si ringrazia

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