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IL COMMERCIALISTA
07 Gennaio 2026 - 09:21
La nuova legge di Bilancio ridisegna regole fiscali e adempimenti per cittadini, professionisti e imprese, con impatti concreti su tasse, detrazioni, investimenti e gestione finanziaria
La Manovra di Bilancio per il 2026 contiene una serie di misure di stabilizzazione delle politiche economiche del Paese, molte delle quali abbiamo già annunciato nelle settimane scorse.
Il Governo va via via applicando principi di continuità nella gestione delle norme fiscali, eliminando agevolazioni nate in maniera schizofrenica durante gli anni scorsi, complice la crisi da Covid19, e introducendo una politica economica diversa, fatta di un intervento meno invasivo dello Stato nella vita dei cittadini ma allo stesso tempo cercando di stringere su controlli ed evasione fiscale.
La Manovra va a rifinire e correggere alcune misure introdotte con la Riforma Fiscale dei mesi precedenti in particolare in ambito IRES e IRPEF. Si qualifica al meglio il rapporto tra bilancio contabile delle società e applicazione delle norme fiscali anche con riguardo agli errori contabili degli anni precedenti che dovrebbero scontare un regime fiscale agevolato e a precise condizioni. Si introduce inoltre anche la neutralità fiscale per le scissioni non novative, un principio atteso e più volte riconosciuto dalla giustizia tributaria nel corso degli anni.
La legge di Bilancio interviene sulle aliquote IRPEF mantenendo i tre scaglioni esistenti ma riducendo la seconda aliquota che scende dal 35 al 33%. Il beneficio si di questa riduzione viene meno per i redditi complessivi più elevati - oltre i 200 mila euro - e sugli stessi occorre tenere a mente che il meccanismo delle detrazioni fiscali va via via scomparendo. Così chi percepisce redditi piuttosto alti potrebbe trovarsi nella condizione di dover rinunciare ad una serie di oneri detraibili in luogo di un ritocco in aumento della aliquota fiscale applicata.
Entra a regime il sistema della tracciabilità delle spese di trasferta e di rappresentanza che potranno essere dedotti dalle contabilità delle imprese solo a condizione che sia verificabile il pagamento con gli strumenti previsti dalla legge. Per precisione è previsto anche entro marzo 2026 che tutti i registratori di cassa degli operatori commerciali italiani siano collegati ai sistemi di incasso POS attraverso una apposita procedura da denunciare presso i canali telematici di Agenzia Entrate. In ogni caso per il 2026 le spese di vitto, alloggio, taxi e ncc dovranno essere gestiti analiticamente nelle contabilità di imprese e professionisti e dovranno passare per regolare tracciamento del pagamento per beneficiare della deduzione del costo.
Si conferma invece la soglia massima di fatturazione per restare nel regime forfettario, pari a 85 mila euro. In caso si sfori tale limite, all’interno della soglia dei 100 mila euro, l’uscita è rimandata all’anno successivo rispetto a quello in corso. Se nell’anno in corso invece, lo sforamento supera gli stessi 100 mila euro, l’uscita è immediata ed è necessario versare l’IVA per il valore delle operazioni che hanno determinato lo sforamento.
Si conferma anche l’applicazione del Concordato Preventivo Biennale che diventa uno strumento a regime. Sul tema va posta attenzione alla gestione dell’accesso alla misura - che ora richiede una apposita comunicazione - e agli adempimenti connessi, in particolare quelli che determinano la regolarità dei pagamenti e degli adempimenti.
L’esperienza dei crediti di imposta, come abbiamo lungamente annunciato, va via via chiudendosi. Ne restano sostanzialmente attivi alcuni e tra questi quello della ZES Unica, che ha procurato non poche perplessità applicative, e quello della Transizione 5.0 con finalità di miglioramento energetico per le imprese.
Questo ultimo argomento richiede attenzione particolare all’accesso alle procedure previste dal GSE e alla verifica della documentazione per evitare errori formali che decretino la decadenza della procedura.
Sul versante immobiliare il 2026 contiene ulteriori rimodulazioni delle detrazioni casa, con percentuali inferiori rispetto al 2025. Resteranno attive sostanzialmente le detrazioni sulla abitazione principale e si ridurranno via via quelle su abitazioni diverse.
Sul versante locazioni, la manovra interviene sugli affitti brevi: la cedolare secca è pari al 26%, con applicazione dell’aliquota del 21% limitata a una sola unità immobiliare individuata dal contribuente in dichiarazione; inoltre, dal 2026 il perimetro delle locazioni brevi “non imprenditoriali” si restringe, essendo riconosciuto solo se il contribuente destina alla locazione breve non più di due appartamenti per periodo d’imposta.
Resta infine sensibile la tassazione delle plusvalenze in caso di vendita entro 10 anni di immobili interessati da Superbonus: è quindi essenziale una ricostruzione documentale accurata e una valutazione preventiva dell’operazione, anche in presenza di provenienza per donazione.
Per il mondo No Profit ci sono alcune novità da segnalare. Il Regime IVA riservato alle associazioni entrerà in vigore solo al 1° gennaio 2036 e in tutta questa fase decennale, resteranno in vigore le regole attuali e il sistema di forfettizzazione dei calcoli.
Per i soggetti iscritti al RUNTS occorre ricordare gli obblighi di deposito annuale del bilancio e del modello di rendicontazione utilizzabile. Se le entrate supereranno i 220 mila euro l’anno, il modello da utilizzare cambierà rispetto a quello ridotto.
Sul piano delle norme della Crisi di Impresa si fa stringente la segnalazione che occorrerà fare sugli adeguati assetti organizzativi presenti nelle imprese e nelle società di capitali ai sensi dell’articolo 2086 del codice civile.
Attenzione al fatto che avrà una incidenza determinante sugli effetti generali e penali assegnati dal Codice della Crisi di Impresa, la segnalazione rilasciata dagli organismi di controllo presenti nelle società di capitali, se istituiti, nel merito proprio degli adeguati assetti organizzativi e la tracciabilità delle relative reazioni.
*Dottore Commercialista - Revisore Legale
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