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L'evento
26 Marzo 2026 - 15:37
Fabio Luisi (foto di Clarissa Lapollaph)
MILANO - Il Mediterraneo come mito, crocevia di popoli e mare che accoglie: sarà questo il cuore pulsante della 52ª edizione del Festival della Valle d’Itria, in programma a Martina Franca e in diverse location del territorio pugliese dal 14 luglio al 2 agosto.
Organizzata dalla Fondazione Paolo Grassi, la rassegna si avvale per il secondo anno consecutivo della direzione artistica della compositrice Silvia Colasanti. Sotto la sua guida, la musica si conferma uno strumento prezioso per leggere la contemporaneità, un impegno costante che è stato recentemente coronato dal prestigioso Premio della critica musicale italiana "Franco Abbiati": l’opera Owen Wingrave, allestita nell'ultima edizione, è stata infatti eletta "migliore iniziativa musicale" del 2025.
Presentata oggi, 26 marzo, al Piccolo Teatro di Milano, l'edizione del 2026 è arricchita da un programma variegato che spazia dal Settecento ai giorni nostri tra opere liriche, riscoperte di rarità, concerti e incontri di approfondimento. Ogni evento sarà un'occasione per valorizzare il patrimonio storico-artistico e paesaggistico della Valle d'Itria, trasformandola nel palcoscenico ideale per un viaggio musicale nel Mare Nostrum.
Attraverso l’intreccio di destini, culture e tradizioni, la musica diventerà la voce narrante di storie millenarie, offrendo un’importante opportunità di crescita sia per il territorio che per il pubblico. Il Festival si conferma così non solo un evento di eccellenza internazionale, ma un momento di profonda riflessione e connessione umana.
In occasione della presentazione ufficiale a Milano il presidente della Fondazione Paolo Grassi, Michele Punzi, la direttrice artistica, Silvia Colasanti e tutti gli altri intervenuti all'incontro con la stampa, hanno delineato l'anima della 52ª edizione. Tra l'orgoglio per il Premio Abbiati e la sfida di raccontare il Mediterraneo come "mare che accoglie", ecco i passaggi salienti dei loro interventi.
Michele Punzi, presidente della Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca, ha parlato di «un festival sempre più unico, che non smetterà mai di cercare di stupire. Un festival, per sua natura, colto e dotato di visione e spirito internazionale, ma, al contempo, profondamente permeato nel tessuto sociale che lo ospita, capace di determinarne la crescita culturale e indirizzarne lo sviluppo sociale ed economico». Per far sì che ciò continui ad accadere, ha proseguito il presidente, «è necessario mantenere intatto il coraggio e la visione che ci ha condotti fino alla 52ª edizione, ma senza estraniarsi dagli scenari che ci circondano e che cambiano a ritmi vertiginosi. Questo è il percorso intrapreso con decisione negli ultimi anni e che trova esplicitazione evidente nel tema scelto quest’anno dalla direttrice artistica Silvia Colasanti».
«La riflessione sul presente, l’attenzione e il rispetto dei percorsi compositivi degli autori, lo spazio alla musica del XX e XXI secolo, la curiosità, l’ampliamento degli orizzonti culturali: così proseguo il percorso intrapreso nella precedente edizione del festival», ha spiegato la direttrice artistica Silvia Colasanti. «Il tema di quest’anno, Mediterraneo, scorre nelle opere e nei concerti presentandosi sotto diverse sfaccettature: il mito come radice e specchio della nostra identità, l’incontro prezioso tra culture differenti e lo scambio proficuo di idee che ne deriva, e infine l’accoglienza, il più solido e autentico tramite per l’assimilazione delle diversità. La musica ci pone domande, emoziona, incuriosisce, attraversando quattro secoli, con particolare attenzione al Novecento storico italiano ed europeo. Oggi il Mediterraneo è anche il luogo in cui si intrecciano storie e destini spesso drammatici. La musica è la voce che racconta queste storie, che sa esprimere speranze e paure di chi attraversa il mare in cerca di una vita migliore e il nostro festival vuole sollecitare una riflessione su questa complessità».
«Il festival della Valle d’Itria è uno degli appuntamenti storici della nostra regione, uno dei più identitari dal punto di vista culturale», ha commentato Silvia Miglietta assessora alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia. «Il lavoro di ricerca sul canto, sull’opera barocca e su titoli contemporanei è un patrimonio prezioso che ci permette di proporre al pubblico, e nel pieno della stagione estiva, composizioni eleganti nella bellezza della Valle d’Itria. Nei tempi incerti in cui le guerre condizionano le nostre vite, la musica ci ricorda i valori che sono alla base della convivenza civile; nel tema scelto, il festival costruisce ponti tra le sponde del mare e tra le diverse culture».
Sarà un festival «che rinnova il suo legame con la bellezza del nostro territorio attraverso il connubio fra musica e luoghi iconici», secondo Gianfranco Palmisano, sindaco di Martina e presidente della Provincia di Taranto, che ha fatto giungere in conferenza stampa il suo messaggio. «L’edizione 2026 – ha aggiunto - spinge lo sguardo verso un orizzonte più ampio che richiama le nostre radici millenarie. Il tema Mediterraneo, sinonimo di identità, storia e speranza, esprime il nostro auspicio che le tensioni internazionali si attenuino e, allo stesso tempo, richiama i Giochi del Mediterraneo, che in estate ci prepariamo a vivere da protagonisti come Città di Martina Franca e come Provincia di Taranto».
«In un contesto storico così frastagliato e diviso - ha aggiunto Carlo Dilonardo, assessore alle Attività Culturali del Comune di Martina Franca intervenuto in conferenza - il 52° festival ci porta ad analizzare in maniera più attenta e oculata le dinamiche sociali e politiche che rappresentano le sfide per la nostra società. Il teatro è il luogo in cui lo spettatore è innanzitutto un cittadino, in cui una comunità cresce, si alimenta, si confronta per proseguire la strada che la manifestazione percorre da più di mezzo secolo, garantendo a tutti noi uno spazio favorevole, privilegiato, protetto di formazione culturale, civile e sociale».
IL CARTELLONE
LE TRE NUOVE PRODUZIONI LIRICHE
Tre le nuove produzioni liriche che segnano l’edizione n. 52 del Festival di Martina Franca. Nella cornice di Palazzo Ducale martedì 14 luglio (ore 21, repliche il 26, 29 luglio e il 1° agosto) inaugura il dittico Pulcinella di Igor Stravinskij / La favola di Orfeo di Alfredo Casella, due lavori in un atto unico che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca e che ci porta alle radici della nostra cultura. Il primo, più noto, è un balletto con canto in un atto del 1920, che Stravinskij compose su commissione di Sergej Diaghilev per i Balletti russi, prendendo spunto dalle maschere della tradizione mediterranea e la musica di Pergolesi e del Settecento napoletano; il secondo, di rara esecuzione, è un’opera da camera in un atto, scritta da Casella nel 1932 su libretto di Corrado Pavolini dalla Fabula di Orfeo di Poliziano in cui si ripercorre il mito del cantore tracio, poeta tra i poeti. Regia e coreografia saranno di Jean Renshaw, artista anglo-tedesca già ospite del Festival; Nicolò Umberto Foron, promettente talento classe 1998, già affermato sulla scena internazionale e per la prima volta impegnato in Italia nella direzione di un’opera, guida l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari, mentre la danza sarà affidata alla compagnia Eko Dance Project. Le voci principali, in entrambe le opere, sono di Chiara Mogini (Una driade/Mezzosoprano), Matteo Falcier (Orfeo/Tenore) e Roberto Lorenzi (Plutone/Basso).
Ancora a Palazzo Ducale il 25 luglio (ore 21, repliche il 28, 31 luglio, 2 agosto) per la Carmen di Georges Bizet. La celebre opéra-comique viene presentata nella partitura originale del 1874 come prima assoluta in forma scenica, restituendo al pubblico una versione mai rappresentata finora, grazie alla recente revisione critica di Paul Prévost per l’editore Bärenreiter. La partitura che sarà eseguita è quella originariamente predisposta dal compositore, prima che i dirigenti dell’Opéra Comique di Parigi chiedessero importanti cambiamenti. Fabio Luisi, direttore musicale del Festival, guida l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari e il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi offrendo per la prima volta nella sua lunga carriera la lettura del capolavoro di Bizet: regia, scene e costumi (questi ultimi insieme a Carla Galleri) saranno di Denis Krief, artista di grande e consolidata esperienza che torna a Martina Franca dopo una lunga assenza. Nel ruolo del titolo il mezzosoprano turco-tedesco Deniz Uzun, mentre il soprano moldavo Natalia Tanasii sarà Micäela; nel cast principale ritroviamo anche il tenore Matteo Lippi (Don José) e il baritono Alessandro Luongo (Escamillo).
Il schiavo di sua moglie (1672) dramma per musica in un prologo e tre atti di Francesco Provenzale, è la terza, nuova, produzione in scena il 24 luglio nel Chiostro del Carmine di Martina Franca (ore 21, repliche il 27 e 30 luglio). Confermando l’attenzione verso la riscoperta e le rarità del repertorio barocco, il Festival allestisce in prima esecuzione in tempi moderni una delle opere più celebri del musicista napoletano del Seicento, grazie al lungo lavoro di ricerca su Provenzale di Antonio Florio musicologo e direttore, alla guida del complesso barocco, da lui fondato, Cappella Neapolitana. Il cast sarà formato dagli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” che approfondiranno lo studio dell’opera nel loro percorso di perfezionamento; firma la regia Rita Cosentino, già apprezzata nella regia di due produzioni degli ultimi anni, nonché curatrice dei laboratori didattici del Festival, mentre i costumi sono di Carla Galleri.
Il MEDITERRANEO SECONDO BALIANI, UN NUOVO PROGETTO PER IL FESTIVAL
Alle tre produzioni liriche, si affianca un altro progetto ispirato al tema del Mediterraneo che il Festival ha commissionato a Marco Baliani, scrittore, attore e regista dedito a un teatro di ricerca e di impegno civile. Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino andrà in scena il 20 e 21 luglio al Chiostro di San Domenico (ore 21). Con Baliani ritroviamo la voce di Vincenzo Capezzuto, artista a tutto tondo, affiancato da Luciano Orologi (sax), Giancarlo Bianchetti (chitarra classica) e Marco Forti (contrabbasso), per uno spettacolo che è intreccio di musica, canzoni e racconti intorno al tema del viaggio per mare, viaggio che a volte è transito, altre volte fuga, altre volte ancora disperato tentativo di approdo.
I CONCERTI
Come di consueto, parte integrante saranno i numerosi concerti lirici, sinfonici e cameristici, che arricchiranno la programmazione del Festival valorizzando chiostri, basiliche, masserie, luoghi storici e di grande bellezza del barocco martinese e del territorio pugliese. Saranno tutti dedicati ad approfondire e a riflettere sul tema “Mediterraneo” e sulla musica dei compositori in cartellone.
Il Concerto dello Spirito alla Basilica di San Martino (17 luglio, ore 21) vedrà protagonista l’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta da Giovanni Pelliccia (viola solista Francesco Peverini) con musiche di Stravinskij, Britten e la prima assoluta di Lamento dal mare del giovane compositore spagnolo Jorge Coll Navarro.
Il 19 luglio all’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala (che torna a Martina Franca dopo essere stata nel 2025 l’orchestra di due produzioni del Festival) spetta il Concerto Sinfonico a Palazzo Ducale, diretta dal trentenne Diego Ceretta, solista l’affermata violinista Francesca Dego (musiche di Stravinskij, Schubert e Castelnuovo-Tedesco).
I tre Concerti del Sorbetto fra Chiostro di San Domenico e Chiostro delle Agostiniane (ore 18), ospitano il Quartetto Adorno (18 luglio) e il giovane violinista Paride Losacco (1° agosto) in un percorso nel Novecento storico italiano ed europeo, presentando pagine di Casella, Stravinskij e Ravel per quartetto d’archi e Petrassi, Stravinskij, Prokof’ev e Kurtág per violino solo. Gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” con il pianista Francisco Manuel Soriano approfondiranno invece il ricco repertorio della musica vocale francese di Otto-Novecento, ruotando intorno alla celebre Habanera di Bizet (25 luglio).
Quattro infine gli appuntamenti (ore 21) di “Mediterraneo in musica” fra chiostri e masserie del territorio della Valle d’Itria: si inizia il 15 luglio a Cisternino, nella Chiesa Madre San Nicola, con il violoncellista Danilo Squitieri in un viaggio di più secoli che parte dalla Prima Suite di Bach fino ad Alone di Giovanni Sollima; il 16 luglio al Leonardo Trulli Resort di Locorotondo il Concerto del Mediterraneo e gli allievi dell’Accademia “Rodolfo Celletti”; il 22 luglio alla Masseria Palesi di Martina Franca Notturno Adriatico un concerto sul tema del mare nella musica del XX e XXI secolo con Francesco D’Orazio al violino e Liubov Gromoglasova al pianoforte; infine il 23 luglio Pino De Vittorio sarà protagonista di Tarantelle del rimorso al Chiostro di San Domenico, una serata dedicata al repertorio di tarantelle del Gargano e di canti del Sud Italia di cui De Vittorio, accompagnato dal chitarrista Marcello Vitale, è fra i maggiori interpreti.
IL CONVEGNO
In programma il 18 e 19 luglio il Convegno di studi “Riscoprire l’antico nel Novecento. Mito e Mediterraneo in Stravinskij e Casella”, con il coordinamento scientifico di Luca Aversano e in collaborazione con l’Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica. Il convegno, presso l’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi e in altre sedi, aperto a studiosi e momento di formazione per il pubblico del Festival, approfondisce le modalità attraverso cui gli immaginari dell’antico, del mito e del Mediterraneo si ri-compongono nella musica del Novecento, con particolare riferimento alle poetiche di Stravinskij e Casella, due autori in cui il dialogo con l’antico assume una valenza simbolica profonda.
IL FESTIVAL FRA PIAZZE E CONTRADE
Dopo il successo degli ultimi anni, anche quest’anno il Festival avrà la sua anteprima con la rassegna “In Orbita” (10-12 luglio, ore 21), approdando nelle piazze e contrade di Martina Franca. Due gli appuntamenti in programma: il 10 e 11 luglio Naufragi, uno spettacolo di teatro e musica liberamente ispirato a La tempesta di Shakespeare, prodotto dalla Fondazione Arturo Toscanini con cui la Fondazione Paolo Grassi rinnova la collaborazione: il Trio d’archi della Filarmonica Arturo Toscanini e gli attori della compagnia teatrale Anellodebole coinvolgeranno il pubblico che diventa parte dello spettacolo, stimolando la riflessione sul naufragio reale e metaforico, sul viaggio e sulla migrazione. In quartetto all’opera (12 luglio, Villa del Carmine), vedrà invece il pianista Francesco Libetta affiancarsi ai suoi allievi dei corsi della Fondazione Paolo Grassi – Christian De Nicolais, Simone Mao e Giovanni Mascia – in un programma di ampio respiro fra opere di Verdi e Mozart, sinfonie e valzer, fino al celebre Quartetto dal Rigoletto, tutto eseguito sul pianoforte: un solo strumento che si presta a essere suonato a due o quattro mani, ma anche a sei, otto, o con una mano sola.
Il 52° Festival della Valle d’Itria è organizzato da Fondazione Paolo Grassi con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Puglia Promozione, Provincia di Taranto, Comune di Martina Franca, Comune di Cisternino, Camera di Commercio Brindisi-Taranto in collaborazione con Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, European Festivals Association, Opera Europa, ItaliaFestival, Cidim e con il contributo di BCC Locorotondo, Platinum Partner Eurospin
Media Partner SKY Classica, Aeroporti di Puglia
Major Partner ASI – Area Sviluppo Industriale Taranto, Basile Srl, Elecronic’s Time, Malu, Marraffa, Relmef, Tagliatore, Werent
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