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LA RECENSIONE

Lunghi applausi per Pino De Vittorio e Bor Zuljan

Sipario sulla rassegna “le corde che suonano”. Annunciato in anteprima il cartellone che celebra gli 80 anni degli Amici della Musica "Arcangelo Speranza"

Pino De Vittorio e Bor Zuljan sul palco del Mudi

Pino De Vittorio e Bor Zuljan sul palco del Mudi

Si è chiusa venerdì scorso nel cortile del Museo Diocesano, in Città Vecchia, la 79ª stagione concertistica degli Amici della Musica Arcangelo Speranza. L’ultimo appuntamento della rassegna “Le corde che suonano” ha visto come protagonista il duo formato da Pino De Vittorio, specialista in canti popolari del Sud Italia e Bor Zuljan, alla viola da mano.

In apertura il presidente dello storico sodalizio datato 1922, insieme all’assessore alla cultura, Fabiano Marti, ha anticipato al pubblico presente il cartellone della prossima stagione concertistica 2023-24, quella che celebrerà gli ottant’anni dell’associazione di cui diremo in finale di articolo.

Il programma del concerto dal titolo “La villanella” aveva come brani in esecuzione, appunto, le villanelle napoletane, brani di musica del ‘500 ispirata dalla musica popolare ed a volte anche musica popolare vera e propria.

Quanto agli strumenti utilizzati, Bor Zuljan ha adoperato viole da mano, ossia dei liuti a forma di chitarra che si usavano soprattutto in Spagna, ma che troviamo presenti anche nel Sud Italia, essendo quest’aria della penisola sotto il dominio borbonico in quel periodo. Tutti di autori italiani i brani scelti e tra questi anche quelli di un pugliese: Giacomo Gorzanis. De Vittorio ha sapientemente declamato le villanelle in dialetto napoletano, brani popolari messi in forma scritta ed anche altri pezzi della tradizione pugliese che ci sono pervenuti perchè tramandati in forma orale.

Dopo i lunghi applausi del pubblico è stato concesso come bis una tarantella in voga nel paese garganico di Ischitella in un personale arrangiamento di Pino de Vittorio suonato con una chitarra battente, strumento tipicamente diffuso nel sud Italia tra Gargano, Napoli, Cilento e Calabria. In particolare Bor Zuljan ha pizzicato le corde di un pregevolissimo strumento, opera del liutaio savese Antonio Dattis, ispirato a strumenti dell’epoca.

Antonio Dattis nel suo laboratorio a Sava costruisce strumenti a pizzico, liuti, chitarre, ma anche strumenti ad arco.

La chitarra battente ebbe una grande diffusione intorno alla prima metà del 700, a volte, in sua vece veniva usata la chitarra barocca che si differenzia dalla chitarra battente perché questa aveva le corde in metallo anzichè in budello.

Antonio Dattis ci spiega che quando ci fu la moda di questo strumento si modificavano anche le chitarre barocche spezzandone il piano armonico perché le corde di metallo hanno una tensione maggiore, se ne accorciava il manico.

Stranamente non ci sono pervenute partiture per chitarra battente se non qualcosa di numericamente trascurabile, questo ci fa capire che era uno strumento molto popolare.

Quasi nessuno ha scritto per chitarra battente, però, paradossalmente sono pervenuti a noi strumenti molto elaborati, decorati con avorio e madreperla, indice che anche nella borghesia c’era l’uso di questo strumento.

Proprio su questo modello Dattis ha creato lo stumento utilizzato da Bor Zuljan nel bis del concerto,  molto ricco, decorato con intarsi in legni diversi e pergamena di agnello all’interno, elaborato con cinque ordini anche se solitamente queste chitarre erano costruite con ordini tripli, ossia con tre corde all’unisono per ogni coro.

Ha una accordatura rientrante, senza bassi per assicurare quel suono metallico tipico settecentesco.

Stagione concertistica 2023/24: appuntamento al Teatro Fusco

L’ottantesima stagione concertistica 2023/2024 si terrà integralmente al Teatro Comunale Fusco  (in via Ciro Giovinazzi) e porterà a Taranto grandi nomi della musica: lo hanno annunciato con soddisfazione l’assessore alla cultura, Fabiano Marti insieme al presidente dell’associazione Amici della Musica “Arcangelo Speranza”, Paolo Ruta, in apertura di concerto.  Marti ha inoltre ringraziato l’associazione Amici della Musica per riuscire a portare ogni anno a Taranto artisti nazionali ed internazionali di indiscutibile valore artistico.

Le date e i protagonisti dei concerti

La stagione inizierà il 6 ottobre con il concerto fuori abbonamento di Toquinho. Poi il 24 novembre ci sarà il concerto inaugurale di Richard Gallianò con la sua fisarmonica.

Toquinho

Il 26 dicembre sarà la volta del concerto Gospel di Natale con Eric Waddel e Abundant Life Singer.

L’undici gennaio sarà la volta di Mario Tozzi ed Enzo Favata che si esibiranno in un concerto per voce, sassofoni e clarinetti. Il 21 gennaio spazio alla musica classica con il concerto di Simon Karakulindi, vincitore del sessantesimo International Piano Competition Arcangelo Speranza.

L’undici febbraio ancora la grande classica con un concerto per pianoforte di Maurizio Baglini. Due, poi, gli appuntamenti dedicati all’operetta, il 23 Febbraio con La Vedova allegra e il 25 febbraio con il Gran Galà dell’operetta, entrambi a cura della Compagnia italiana di operette.

Il 7 marzo concerto per pianoforte e tromba con il gruppo A still volcano life composto da Maria Pia De Vito e Rita Marcotulli al pianoforte e Luca Aquino alla tromba.

Il 10 marzo sarà la volta del grande appuntamento con la danza: sul palcoscenico del teatro Fusco ci sarà, infatti, il grande ballerino spagnolo Sergio Bernal.

La stagione si chiuderà il 18 aprile con il concerto di David Peña Dorantes, compositore rom andaluso alla chitarra flamenca, che suonerà in duo con il contrabbassista Renault Garcia Fons.

Daniele Lo Cascio

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