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L'intervento
02 Maggio 2026 - 08:47
Michele Dituri
BARI - Il nuovo Decreto Lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri in coincidenza del Primo Maggio introduce un pacchetto di interventi su salari, occupazione, contrattazione, sicurezza e contrasto al caporalato digitale, con una dotazione complessiva di circa 934 milioni di euro. Un provvedimento che, secondo Confartigianato Puglia, contiene elementi di rilievo ma che dovrà dimostrare la propria efficacia soprattutto nella fase di applicazione concreta.
A esprimere la posizione dell’associazione è il presidente Michele Dituri, che evidenzia come il tema centrale resti il rafforzamento del tessuto produttivo. “Il lavoro si difende rafforzando le imprese sane, premiando chi applica contratti seri e creando le condizioni perché assumere a tempo indeterminato sia una scelta sostenibile”, afferma Dituri, sottolineando il valore dell’aggancio delle dinamiche salariali ai contratti sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative. Un passaggio che, secondo Confartigianato, può contribuire a contrastare fenomeni come dumping contrattuale, lavoro povero e concorrenza sleale. Allo stesso tempo, viene richiamata l’attenzione sul rischio che nuove norme possano generare eccessive rigidità o limitare l’autonomia delle parti sociali.
L’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, basata su dati ISTAT relativi alla rilevazione sulle forze di lavoro, evidenzia un quadro nazionale in crescita negli ultimi anni. Tra il 2021 e il 2025 il lavoro dipendente stabile è aumentato dell’11,2%, con 1.650.000 occupati permanenti in più. Nello stesso periodo l’occupazione complessiva ha registrato un incremento di 1.563.000 unità, pari al +6,9%. Un andamento che nel Mezzogiorno appare ancora più marcato, con il Sud a +8,7% e le Isole a +11,4%.
All’interno di questo scenario, la Puglia mostra segnali positivi ma anche criticità. Secondo le elaborazioni su dati Eurostat e ISTAT, tra il 2021 e il 2025 l’occupazione regionale è cresciuta del 7,8%. Tuttavia il tasso di occupazione nella fascia 20-64 anni si ferma al 55,2%, ben al di sotto della media nazionale del 67,6% e di quella europea del 76,1%. Inoltre, i dati più recenti indicano un rallentamento, con una flessione dello 0,3% nel corso del 2025.
“Il dato pugliese ci consegna due riflessioni: il lavoro è cresciuto, ma il divario resta ancora troppo ampio. Ogni misura nazionale va valutata anche per la sua capacità di produrre effetti nei territori in cui l’occupazione è più fragile”, osserva Dituri, richiamando la necessità di politiche mirate.
Per Confartigianato Puglia, gli incentivi rivolti a giovani, donne, aree ZES e stabilizzazioni possono rappresentare un’opportunità importante per il Mezzogiorno, soprattutto in un contesto segnato da costi energetici elevati, concorrenza internazionale e fragilità delle filiere locali. Tuttavia, resta cruciale la dimensione operativa. “Le microimprese hanno bisogno di strumenti semplici, certi e programmabili, non di misure formalmente corrette ma di fatto inaccessibili”, sottolinea il presidente.
Nel ragionamento dell’associazione emerge anche l’esigenza di una visione più ampia e coordinata. “Assunzioni, formazione duale, credito e politiche per il Mezzogiorno devono parlare la stessa lingua. Serve una strategia strutturale che accompagni le imprese nella crescita, nell’innovazione e nel ricambio generazionale”, aggiunge Dituri.
Un ulteriore elemento evidenziato riguarda il ruolo della rappresentanza e della bilateralità nel comparto artigiano, dove la contrattazione non si limita agli aspetti retributivi ma coinvolge welfare, formazione e sicurezza. “È un modello che tiene insieme competitività dell’impresa e tutela della persona e che il legislatore ha riconosciuto ma va ulteriormente rafforzato”, viene sottolineato.
Il messaggio conclusivo è rivolto direttamente al Governo. “Senza imprese solide non c’è lavoro stabile e senza lavoro qualificato non c’è sviluppo. Le imprese non chiedono sussidi, chiedono condizioni per assumere. Se queste condizioni sono chiare e agibili, il lavoro stabile è una naturale conseguenza. Per questo chiediamo una fase attuativa rapida, chiara e costruita con il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza”, conclude Dituri.
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