BARI - Gli appetiti dei nostri politicanti materializzatesi con la tassa di soggiorno con annessi adempimenti burocratici, la burocrazia dilagante anziché combattuta con inutili, costose e complicate regole comunali nonché nazionali, il caro petrolio e quindi caro trasporti aerei e automobilistici, il caro affitti, l’inflazione da energia, tasse a gogo, adesso anche i colpi sparati a Bari Vecchia pur senza conseguenze (fortunatamente), tutto converge a riportare l’immagine esaltante costruita dalla abnegazione dei baresi e pugliesi alla dura realtà.
Alla fine, si dirà, si tratta di colore locale; di scontri tra giovinastri molto male in arnese, privi della micidiale pericolosità che vediamo in televisione … ma in un clima di vero e proprio assalto al turismo da parte di tutti gli attori coinvolti guidati dalle Istituzioni locali, quegli spari possono fare molto male.
Il turismo è un settore molto capriccioso; andare a passare le vacanze in un posto o in un altro è un modo di spendere i propri soldi ampiamente volubile; non è una esigenza e vi sono mille altre opportunità offerte dal Mediterraneo e dal resto del mondo. Colpire come i nostri politicanti hanno inteso fare, una attività solo perché sembra offrire un piccolo guadagno quasi che guadagnare fosse una cosa riprovevole da punire, non è cosa saggia e condivisibile; se poi accade in un contesto fragile ove l’economia locale tutta e il commercio e il turismo in particolare rimane esposta anche a fatti malavitosi ancorchè poco “professionali” se non sgangherati è veramente folle; non è fantasioso dire che forse qualche turista potrebbe modificare la immagine che si era fatta della nostra città e della nostra gente fino a cambiare la considerazione ormai diffusa nel mondo che i baresi e i pugliesi si sono meritati in decenni di attività non solo turistica? e come la si ricostituisce?
C’è stato un periodo in cui ogni giorno da quelle parti si registravano decine e decine di scippi e quindi non era consigliabile farsi una passeggiata nei vicoli medioevali; a Polignano a mare c’è stato un lungo periodo (prima che il nostro conterraneo Checco Zalone decidesse di farci un fortunato film e molto prima che ci si ricordasse del suo figlio Mimmo Modugno) in cui il contrabbando aveva lì un approdo privilegiato; c’è stato un lunghissimo periodo in cui gran parte del Gargano non aveva neanche l’acqua del nostro acquedotto, e che dire dello stato di abbandono secolare della Basilicata e del Pollino, dei Sassi di Matera di cui ci si vergognava e di Taranto vero giacimento culturale di cui siamo orgogliosi coperta in gran parte da una colata di cemento e asfalto? E si può continuare a lungo in questa disamina delle idee e della pratica della politica; disamina che deve ricordare del quanto il turismo può contribuire a togliere dalla strada ragazzi, adesso non solo italiani, che possono divenire pezzi della malavita locale.
Ai politicanti locali che credono di possedere la facoltà di pensare va detto che colpire chi lavora togliendo loro parti anche piccole del frutto del loro lavoro significa fare qualcosa percepita come altamente ingiusta che quindi nelle menti di ragazzi si legittima il delinquere; essere perseguitati perché lavoratore del turismo o del piccolo commercio è amarissimo per chi resiste alle lusinghe del “lavoro” sporco ma libero e retribuito lautamente. Lavorare onestamente deve essere cosa libera e non deve in nessun caso essere punito come fosse un reato, quale che ne sia la ragione burocratica.
L’alternativa è lì, all’angolo do casa, rischiosa ma pronta e quindi coraggiosa e lucrosa; per molti quindi “intelligente”. Come mai non si trova un idraulico ma si trovano i ragazzi pronti a sparare e a spacciare? Non si può dire o far credere che la malavita sia un fenomeno da addossare esclusivamente sulle spalle delle forze dell’ordine e quindi invocare la necessità di nuovi agenti o altri soldi o di altra repressione! che certamente servono ma con uguale certezza non basteranno mai se lo spirito di intrapresa, il coraggio, il gusto del rischio anzichè materializzarsi nell’aperura di una pizzeria o di un B&B costringono al ben più semplice spacciare o servire un capo banda. La inestricabilità delle leggi e l’essere sempre additato di colpevolezza per non conoscere una norma scritta apposta per non essere capita e per togliere soldi a chi lavora ha dell’odioso e quindi legittima anche solo gettare carte per strada in segno di protesta e di rifiuto di una società “legale” ma ingiusta.
Potranno i nostri politicanti capire una cosa così sottile? Non sembra che l’abbiano capita fino ad ora, né gli serve per la loro carriera. Loro comandano con manovre di palazzo, a colpi di regole ingiuste che loro stessi violano bellamente, quindi l’uscita dal tunnel è lontana: il turismo rallenterà, ma le leggi che lo stanno uccidendo rimarranno.