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Taranto

118 internalizzato, Usb rivendica la svolta: “Più diritti ma servono assunzioni”

A 3 anni dall’avvio del servizio pubblico, il sindacato traccia il bilancio e rilancia sulle criticità ancora aperte

I lavoratori Usb di Sanitaservice

I lavoratori Usb di Sanitaservice

TARANTO - Il 1 maggio a Taranto non rappresenta soltanto la Festa del Lavoro, ma segna anche l’anniversario dell’avvio della gestione pubblica del servizio 118. A ricordarlo è Simona Laliscia, esponente dell’USB Taranto, che in una nota ripercorre le tappe e gli effetti di una scelta considerata decisiva per il sistema dell’emergenza-urgenza.

Il passaggio alla gestione diretta risale al 1 maggio 2023, quando circa 300 operatori, tra autisti e soccorritori, furono assorbiti da Sanitaservice Asl Taranto dopo anni caratterizzati da esternalizzazioni e precarietà. Un cambiamento reso possibile, viene sottolineato, grazie all’azione dell’allora amministratrice unica Mariarosa Di Leo e alla collaborazione tra azienda sanitaria, sindacati e istituzioni.

Secondo USB, l’internalizzazione del 118 si inserisce in un percorso più ampio che ha riguardato anche altri servizi, come ausiliariato, pulizie, amministrazione e CUP, con l’obiettivo di riportare nel perimetro pubblico attività essenziali e garantire maggiore stabilità occupazionale. In questo contesto, viene espresso un riconoscimento al personale coinvolto, che ha assicurato la continuità dei servizi durante la fase di transizione e continua a operare con impegno e professionalità nonostante le difficoltà quotidiane.

A distanza di 3 anni, il sindacato evidenzia i risultati raggiunti. Tra questi la fine della precarietà con contratti stabili e diritti riconosciuti, una gestione più uniforme delle attività e il consolidamento di un modello definito come “lavoro buono”, in grado di valorizzare il ruolo degli operatori del 118 all’interno del sistema sanitario.

I numeri, secondo quanto riportato, confermano la portata dell’intervento. Oggi sono oltre 380 i lavoratori coinvolti nel servizio 118, inseriti in una rete che comprende numerose postazioni sul territorio e migliaia di interventi mensili, configurando quella che viene definita come la più rilevante operazione di stabilizzazione nel comparto sanitario pugliese degli ultimi 10 anni.

Non mancano però le criticità. USB richiama l’attenzione sulla carenza di personale, emersa con particolare evidenza nel corso del 2024, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico e nei momenti di pressione sui pronto soccorso. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento degli organici, il rinnovo dei mezzi, il miglioramento delle sedi operative e il riconoscimento delle condizioni di rischio e usura del lavoro svolto dagli operatori.

Il sindacato sottolinea inoltre il valore simbolico della data scelta per l’avvio del servizio, il 1 maggio, interpretata come un segnale concreto di come un investimento pubblico possa tradursi in occupazione stabile e servizi più efficienti. Un modello organizzativo che, secondo USB, ha superato la frammentazione degli appalti puntando su una responsabilità diretta dell’azienda sanitaria.

A 3 anni dall’avvio, la valutazione resta positiva, ma accompagnata dalla richiesta di ulteriori interventi. L’obiettivo indicato è quello di potenziare il sistema, garantendo più personale, maggiori risorse e condizioni di sicurezza adeguate sia per gli operatori sia per i cittadini.

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