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Taranto

Nomina del capo di gabinetto in Provincia, Fratelli d’Italia all’attacco: “Scelta offensiva e da chiarire”

Il Circolo “Radici” critica l’incarico a Mancarelli e chiede spiegazioni al presidente Palmisano e al sindaco Bitetti

La sede della Prefettura di Taranto

La sede della Provincia di Taranto

TARANTO - È un intervento dai toni duri quello diffuso dai vertici del Circolo “Radici” di Fratelli d’Italia, che puntano il dito contro la recente nomina del capo di gabinetto della Provincia di Taranto, aprendo un nuovo fronte di scontro politico.

A intervenire è la presidente del circolo, Annita Lavecchia, che richiama l’attenzione sull’incarico affidato a Giampiero Mancarelli. Si tratta, secondo quanto evidenziato, di un ruolo apicale della durata di 1 anno e retribuito, assegnato a seguito dell’avviso pubblico pubblicato il 2 febbraio 2026.

Nel comunicato, Fratelli d’Italia contesta apertamente la scelta del presidente della Provincia Gianfranco Palmisano, sottolineando come il nome di Mancarelli sia noto in città per la precedente esperienza alla guida di Kyma Ambiente, descritta come segnata da criticità, polemiche e risultati giudicati insoddisfacenti, fino alla sua rimozione.

Secondo Lavecchia, il ritorno in un incarico di vertice rappresenterebbe l’esempio di una gestione del potere attribuita al Partito democratico, in cui chi non raggiunge risultati verrebbe comunque ricollocato. Una decisione che viene definita non solo inopportuna, ma offensiva nei confronti dei lavoratori e dei cittadini.

Nel mirino anche le ricadute sul territorio. Il circolo parla di una scelta che mortificherebbe chi quotidianamente garantisce servizi con impegno e professionalità, oltre a deludere le aspettative di una comunità che chiede trasparenza e competenza.

Da qui la richiesta di chiarimenti pubblici non solo al presidente Palmisano, ma anche al sindaco di Taranto Piero Bitetti, chiamato a esprimersi sulla vicenda. Lavecchia domanda se il primo cittadino condivida il metodo adottato e se ritenga che questa decisione risponda alle esigenze della cittadinanza.

Il comunicato si chiude con un appello a cambiare rotta, denunciando il rischio che Taranto e la sua provincia continuino a essere teatro di logiche politiche considerate superate, e invocando maggiore responsabilità nella gestione degli incarichi pubblici.

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