BISCEGLIE - Si addensano nuovi interrogativi sull’omicidio di Angelo Pizzi, per gli amici Lino, 62 anni, ucciso all’interno del ristorante in cui lavorava, la Spaghetteria 1 a Bisceglie. Con il passare delle ore emergono elementi che rendono il quadro ancora più complesso e inquietante.
Secondo quanto ricostruito, gli autori dell’agguato sarebbero stati tre individui con il volto coperto, e non due come ipotizzato inizialmente. Gli assalitori avrebbero fatto irruzione nel locale con l’intento preciso di colpire, puntando le armi direttamente contro il 62enne. Una dinamica che escluderebbe, almeno in questa fase, l’ipotesi di un gesto casuale.
Resta però ancora senza risposta la domanda sul movente. Tra le piste al vaglio degli inquirenti non viene esclusa quella dello scambio di persona. Pizzi, incensurato e conosciuto in città come persona rispettata, non avrebbe avuto alcun legame con ambienti criminali.
Parallelamente prende corpo un’altra ricostruzione investigativa secondo cui il vero obiettivo del commando sarebbe stato il titolare del ristorante, ritenuto vicino al clan Capriati, rimasto illeso durante l’azione. In questo scenario, l’omicidio potrebbe inserirsi in una sequenza di episodi violenti, collegata anche all’uccisione di Filippo Scavo avvenuta il 19 aprile scorso in una discoteca della stessa città.
Sul fronte della sicurezza, le istituzioni hanno già disposto un rafforzamento delle misure di controllo. Durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è stato deciso l’invio di 10 carabinieri in più e l’attivazione di un presidio di polizia sul territorio, con l’obiettivo di rispondere al crescente senso di insicurezza percepito dalla popolazione.
La vicenda ha suscitato reazioni anche tra gli operatori economici. Gli esercenti, attraverso Assolocali, hanno annunciato un’iniziativa simbolica che unisce solidarietà e protesta per quanto accaduto.
Intanto si moltiplicano gli interventi politici. Tra questi quello del presidente dei senatori del Partito democratico, Francesco Boccia, biscegliese, che definisce l’omicidio un fatto gravissimo capace di scuotere profondamente l’intera comunità. Secondo Boccia, l’episodio si inserisce in una serie ravvicinata di eventi che stanno alimentando paura tra i cittadini.
Il parlamentare ribadisce la necessità di una risposta forte dello Stato, sottolineando come non sia accettabile che soggetti pericolosi possano agire senza essere fermati. Da qui la richiesta rivolta al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di interventi immediati e visibili su Bisceglie e sull’intera provincia.
Boccia richiama infine l’importanza di una reazione compatta, evidenziando l’urgenza di restituire sicurezza ai cittadini e fiducia soprattutto ai più giovani, in un contesto che, a suo giudizio, non può più tollerare ulteriori episodi di violenza.