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Il fatto
01 Maggio 2026 - 07:01
Lavoro
BARI - Un piano articolato per rafforzare il mercato del lavoro e sostenere la crescita occupazionale nei prossimi anni. È la strategia su cui sta lavorando la Regione Puglia, con l’obiettivo di generare quasi 10mila nuovi posti di lavoro e raggiungere una platea complessiva vicina alle 90mila unità occupate tra nuovi ingressi e consolidamento delle posizioni esistenti.
Il dato più significativo riguarda i 9.786 nuovi occupati previsti dai progetti presentati dalle imprese nell’ambito delle 11 misure attivate dal Dipartimento regionale Sviluppo economico e gestite da Puglia Sviluppo. A questi si aggiungono 300 assunzioni dedicate a persone con disabilità, promosse attraverso specifici incentivi del Dipartimento Lavoro.
Si tratta di numeri elaborati dai diversi dipartimenti regionali, ai quali si affiancano ulteriori interventi ancora in fase di definizione, tra cui 4 misure seguite da InnovaPuglia, i cui effetti occupazionali saranno quantificabili solo a conclusione dei progetti. Parallelamente, il sistema regionale si muove su più fronti attraverso strumenti già operativi, come i programmi di politiche attive e formazione.
Tra questi, spiccano Punti Cardinali for Work, il programma Gol finanziato con risorse del Pnrr, Garanzia Giovani e i percorsi di tirocinio rivolti anche a persone con disabilità. In particolare, Gol ha raggiunto in Puglia risultati rilevanti con 400mila cittadini presi in carico e decine di migliaia di partecipanti coinvolti in attività formative e di inserimento lavorativo.
L’intero sistema è sostenuto da un investimento pubblico complessivo pari a 3 miliardi di euro, destinati a incentivi per le imprese, formazione, ammortizzatori sociali e strumenti di accompagnamento al lavoro, con risorse provenienti anche da fondi europei e dal Pnrr.
Un ruolo centrale è svolto da ARPAL Puglia, l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, che nel corso del 2025 ha gestito 17.830 annunci di lavoro raccogliendo oltre 200.836 candidature. Nei primi 4 mesi del 2026, attraverso i Centri per l’Impiego, sono state realizzate 38 iniziative di reclutamento, coinvolgendo 504 aziende e raccogliendo 7.384 candidature.
Nello stesso periodo, il portale regionale “Lavoro per te” ha pubblicato 6.898 offerte per un totale di 54.799 posizioni disponibili, registrando 84.971 candidature da parte dei lavoratori.
A supporto delle politiche occupazionali opera anche ARTI Puglia, attraverso l’Osservatorio regionale del mercato del lavoro, che analizza i trend e orienta le strategie. L’agenzia contribuisce inoltre allo sviluppo dell’imprenditorialità innovativa con iniziative come la Start Cup Puglia e i programmi di sostegno alle imprese giovanili e femminili.
Sul fronte delle crisi aziendali, è attivo il lavoro del Sepac guidato da Leo Caroli, con l’obiettivo di tutelare i livelli occupazionali e intervenire nei momenti di difficoltà delle imprese.
I risultati ottenuti negli ultimi anni mostrano segnali di miglioramento. Il tasso di occupazione è passato dal 45,5% del 2018 al 51% del 2025, mentre la disoccupazione è scesa dal 16,3% al 10,3%. Anche il tasso di inattività ha registrato una riduzione dal 45,7% al 43,2%. Complessivamente, in Puglia si contano oggi circa 1.300.000 occupati, con un incremento di 98mila unità rispetto al 2018.
Nonostante questi progressi, restano criticità significative, soprattutto legate alla precarietà e alla fuga dei giovani verso altre regioni o all’estero. Su questi aspetti si è soffermato l’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro Eugenio Di Sciascio, che ha delineato le priorità future.
“Lo sviluppo di 10mila posti di lavoro nei prossimi anni rappresenta una base importante, ma dobbiamo vigilare affinché si tratti di occupazione di qualità”, ha dichiarato, evidenziando come la crescita economica non possa prescindere da stabilità e adeguata retribuzione.
L’assessore ha poi richiamato uno dei principali problemi del mercato del lavoro regionale, il cosiddetto mismatch tra domanda e offerta. “Uno dei nodi più rilevanti è la mancata corrispondenza tra le competenze richieste dalle imprese e quelle disponibili tra i lavoratori”, ha spiegato, sottolineando la necessità di intervenire sia sul sistema produttivo sia sulla formazione.
Tra le azioni previste, il potenziamento dell’Osservatorio regionale del mercato del lavoro e l’aggiornamento continuo delle figure professionali, con percorsi formativi mirati alle esigenze delle aziende. “Dobbiamo costruire una formazione adeguata ai fabbisogni reali e misurarne gli effetti concreti sull’occupazione”, ha aggiunto.
Infine, Di Sciascio ha evidenziato l’importanza di attrarre investimenti. “L’occupazione si crea anche portando nuove imprese in Puglia”, ha affermato, annunciando la progettazione di uno sportello unico, un vero e proprio One stop shop per facilitare l’insediamento di nuovi investimenti.
Un’attenzione particolare è rivolta al territorio di Taranto, dove restano elevati i livelli di disoccupazione. In quest’area, la Regione punta sulle risorse del Just Transition Fund e su nuovi strumenti come Nidi JTF, destinati a favorire la nascita di nuove imprese.
Il percorso delineato dalla Regione si presenta dunque ampio e articolato, ma la sfida resta quella di trasformare i numeri in opportunità concrete e durature, capaci di incidere realmente sul tessuto economico e sociale pugliese.
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