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Martina Franca

Studenti richiamati dalla scuola per le manifestazioni del 25 aprile, scoppia il caso

Pd e Giovani Democratici denunciano: “Antifascismo messo a tacere a scuola, episodio grave che colpisce la libertà di espressione”

Il Palazzo Ducale sede del Comune di Martina Franca

Il Palazzo Ducale sede del Comune di Martina Franca

MARTINA FRANCA - Un caso che accende il dibattito sul ruolo della scuola e sulla libertà di espressione degli studenti. A sollevare la questione è la Segreteria provinciale del Partito Democratico di Taranto insieme ai Giovani Democratici della Terra Jonica, che parlano apertamente di un episodio “grave” avvenuto in un istituto della città.

Secondo quanto riportato dalla Rete degli Studenti Medi, alcuni studenti sarebbero stati richiamati e rimproverati all’interno della scuola per aver promosso un corteo antifascista in occasione del 25 aprile. Una circostanza che, secondo i firmatari della nota, non riguarderebbe soltanto i diretti interessati ma coinvolgerebbe l’intera comunità.

Nel comunicato viene sottolineato il valore simbolico della ricorrenza. Il 25 aprile, infatti, viene indicato come momento fondante della Repubblica, legato alla Liberazione dal nazifascismo. Da qui la critica netta a quanto denunciato. “Pensare che nel 2026 si possa essere sanzionati o intimiditi per averne difeso i valori è semplicemente inaccettabile”, si legge nella presa di posizione.

Al centro della riflessione anche il ruolo dell’istituzione scolastica, che secondo il Pd e i Giovani Democratici dovrebbe rappresentare uno spazio aperto al confronto. “La scuola deve essere luogo di libertà e crescita civile, non uno spazio di repressione”, affermano, evidenziando come l’impegno antifascista venga considerato un principio costituzionale che non può essere ostacolato.

Il comunicato richiama inoltre precedenti segnali ritenuti preoccupanti sul territorio. Secondo quanto evidenziato, episodi di questo tipo rischierebbero di alimentare una progressiva limitazione degli spazi di partecipazione studentesca. Un quadro che, se confermato, potrebbe incidere sulla formazione del pensiero critico nelle nuove generazioni.

Nel documento, le organizzazioni politiche esprimono solidarietà agli studenti coinvolti e chiedono che venga fatta chiarezza su quanto accaduto. “Chiediamo risposte immediate e la piena garanzia dei diritti di partecipazione, espressione e organizzazione all’interno delle scuole”, viene ribadito.

La posizione è netta anche sul piano dei principi. “L’antifascismo non è un’opinione, ma un valore fondante della nostra democrazia”, si legge ancora nella nota, che conclude con un monito a non abbassare l’attenzione. Difendere oggi la libertà degli studenti, sottolineano, significa tutelare la qualità della democrazia nel futuro.

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