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Il caso

Ospedale Monopoli-Fasano, audizione rinviata: Fratelli d’Italia attacca la Regione

I consiglieri Scianaro e Scatigna denunciano lo slittamento senza spiegazioni del confronto in Commissione previsto per il 4 maggio

Il nuovo Ospedale Monopoli-Fasano

Il nuovo Ospedale Monopoli-Fasano

MONOPOLI - Slitta senza spiegazioni l’audizione richiesta sul futuro dell’ospedale Monopoli-Fasano e monta la protesta dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Antonio Scianaro e Tommaso Scatigna, che esprimono forte rammarico per il rinvio del confronto istituzionale.

Il dibattito avrebbe dovuto svolgersi lunedì 4 maggio in Commissione congiunta Sanità e Bilancio, appuntamento atteso da settimane per fare chiarezza sull’apertura della struttura sanitaria. Tuttavia, è arrivata una comunicazione ufficiale che ha disposto il rinvio dell’audizione, senza indicare né le motivazioni né una nuova data.

Non vedevamo l’ora di arrivare a discutere in Commissione l’apertura dell’ospedale Monopoli-Fasano, come più volte richiesto”, dichiarano i due esponenti politici, sottolineando come la decisione sia giunta inaspettata. “Ci è arrivata una Pec con cui ci informano che l’audizione è rimandata, senza spiegazioni e senza una nuova calendarizzazione”.

Una scelta che viene definita come l’ennesimo episodio di una gestione poco chiara. “Una sorpresa amara, l’ennesima di questo teatrino, che ci impedisce ancora una volta di ottenere risposte e soprattutto di darle ai pugliesi”, aggiungono, lasciando intendere dubbi sulla capacità della Regione di fornire chiarimenti.

Nonostante il rinvio, i consiglieri assicurano che l’attenzione sul tema resterà alta. “Continueremo a rimanere vigili e a seguire la vicenda senza arretrare di un millimetro”, affermano, ribadendo la volontà di arrivare a una soluzione concreta.

Al centro delle preoccupazioni anche la situazione dei presidi ospedalieri attualmente in funzione. Secondo quanto evidenziato, il trasferimento già avviato di strumentazioni e attrezzature verso la nuova struttura rischia di indebolire i servizi esistenti. “Non ci fermeremo finché non avremo la certezza che l’ospedale possa finalmente accogliere personale sanitario e pazienti”, concludono, sottolineando i possibili disagi per l’utenza legati a questa fase di transizione.

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