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Il fatto

Sanità pugliese, disavanzo da 350 milioni. Ecco le Asl che sono in deficit

Bilanci consolidati chiusi al 30 aprile, lieve miglioramento rispetto alle stime di marzo

Il Policlinico di Bari

Il Policlinico di Bari

BARI - Si attesta a 350 milioni di euro il disavanzo della sanità pugliese per l’esercizio 2025. È quanto emerge dalla chiusura del bilancio consolidato relativo alle Aziende sanitarie, ai Policlinici e agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico della regione.

Il dato aggiornato al 30 aprile evidenzia una riduzione di 19 milioni rispetto alle previsioni formulate a fine marzo, risultato attribuito alle attività di revisione contabile effettuate in fase di chiusura dei bilanci delle singole aziende.

Nel dettaglio, il risultato complessivo deriva da 361 milioni di perdite registrate dagli enti sanitari, parzialmente compensate da 11 milioni di utile della Gestione sanitaria accentrata.

Nei prossimi giorni l’attenzione si concentrerà sulla definizione delle coperture del disavanzo, con una scadenza fissata al 31 maggio, come previsto dalla normativa vigente.

Per quanto riguarda i risultati economici delle singole realtà sanitarie, il quadro evidenzia una situazione differenziata sul territorio regionale. Tra i dati disponibili, si registrano risultati positivi limitati, come quello della Asl Bat con 2.897,72 euro, mentre le altre aziende presentano valori negativi.

Nel dettaglio, la Asl Bari chiude con 97.155,37 euro, mentre risultano in perdita la Asl Brindisi con 57.638.177 euro, la Asl Foggia con 78.361.494,49 euro, la Asl Lecce con 46.639.562,77 euro e la Asl Taranto con 54.065.112 euro.

Anche i principali poli ospedalieri universitari registrano disavanzi: il Policlinico di Bari con 75.376.511,45 euro e il Policlinico Riuniti di Foggia con 29.695.497,32 euro. Perdite anche per l’Istituto oncologico di Bari con 9.472.550,34 euro e per l’Irccs De Bellis di Castellana con 9.830.156,03 euro.

Il quadro complessivo conferma le difficoltà strutturali del sistema sanitario regionale, pur in presenza di un leggero miglioramento rispetto alle stime precedenti, e apre ora la fase decisiva per l’individuazione delle risorse necessarie a coprire il deficit.

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