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Il fatto
30 Aprile 2026 - 18:54
Fiori - archivio
BARI - Dopo anni di attese e interventi frammentari, il settore del florovivaismo si prepara a una svolta normativa. Con l’avvio del percorso di approvazione del decreto legislativo attuativo della legge delega del 4 luglio 2024, n. 102, prende forma una riforma destinata a ridefinire il comparto su basi più solide e programmate.
Il provvedimento introduce una legge quadro organica, che punta a superare la gestione emergenziale del passato per avviare una fase fondata su pianificazione, qualità e competitività. Una novità che interessa da vicino anche la Puglia, dove il florovivaismo rappresenta una realtà economica diffusa, con aree particolarmente attive nel Barese, soprattutto a Terlizzi, e nel Salento, nell’area di Leverano e Melendugno.
A sottolineare la portata del cambiamento è stato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. “Con questa riforma mettiamo fine a un’attesa durata decenni e diamo finalmente al florovivaismo le regole e la centralità che merita”, ha dichiarato, evidenziando come il comparto sia stato finora interessato da interventi parziali e non strutturati.
Il decreto introduce strumenti destinati a garantire stabilità e prospettive alle imprese. “Si passa dalla gestione delle crisi a una politica di sviluppo strutturata”, ha spiegato il ministro, sottolineando che la riforma consentirà una programmazione degli investimenti e rafforzerà il ruolo del Made in Italy sui mercati internazionali.
Tra gli elementi centrali della nuova normativa figura il riconoscimento pieno del florovivaismo come attività agricola a tutti gli effetti, con una valorizzazione che va oltre la produzione, includendo tutela ambientale, qualità del verde urbano e sviluppo territoriale.
Sulla stessa linea il sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra, che ha parlato di un cambio di passo significativo. “Per anni il settore è rimasto privo di una legge quadro dedicata, oggi lo Stato ne riconosce pienamente il valore produttivo, economico, ambientale e sociale”, ha affermato, aggiungendo che il decreto introduce una visione di medio e lungo periodo.
La riforma prevede l’istituzione di un Piano nazionale del florovivaismo, affiancato da un tavolo tecnico permanente presso il Ministero e da strumenti di monitoraggio più avanzati. L’obiettivo è anticipare le criticità e sostenere la crescita delle imprese, superando definitivamente una gestione legata alle emergenze.
Particolare attenzione viene riservata anche alla qualità e alla professionalità della filiera. Il nuovo impianto normativo punta su formazione, certificazioni e tracciabilità, coinvolgendo tutti gli operatori del settore, dai vivaisti ai tecnici del verde, fino ai garden center e ai manutentori.
Per la Puglia, dove il comparto è fortemente radicato e rappresenta una voce importante dell’economia agricola, la riforma si configura come un’opportunità concreta di rilancio e consolidamento, capace di rafforzare la competitività delle imprese e tutelare le produzioni locali.
“È una riforma di sistema che guarda al futuro”, ha concluso Lollobrigida, indicando nel nuovo quadro normativo uno strumento per accompagnare il settore verso una crescita stabile e sostenibile.
Con questo intervento, il florovivaismo esce definitivamente da una fase di marginalità normativa e si prepara ad affrontare le sfide del mercato con regole chiare, strumenti adeguati e una visione strategica condivisa.
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